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lunedì 20 dicembre 2010

Alemanno-molotov e quegli 8 mesi in carcere

Il sindaco della Capitale, nel 1982 fu arrestato per i tafferugli all'ambasciata Urss. Un anno prima aveva colpito con una pesante spranga di ferro un giovane studente 

Che Gianni Alemanno protesti contro la scarcerazione di tutti i fermati durante i disordini di Roma del 14 dicembre è comprensibile. È pur sempre il sindaco della città, e quei venti milioni di danni sono difficili da digerire. Lui nel 1990, quando ai margini della “Pantera” prendeva parte da destra alla protesta studentesca contro la riforma Ruberti, si limitava a tuonare contro “il portato tecnocratico e privatizzante della riforma sull’autonomia universitaria, che favorisce l’omologazione dei nostri atenei ai modelli economicistici pienamente funzionali al sistema neocapitalistico”. Ma forse – chissà – gli saranno tornati in mente anni più lontani, quando uscire di galera non era mica così facile. Nel maggio 1988 Alemanno fu eletto segretario nazionale del Fronte della Gioventù e ai cronisti tornarono subito in mente quegli otto mesi di carcere che il trentenne futuro sindaco di Roma si fece quando di anni ne aveva soltanto ventitré.