DIRITTI
Milano apre alle unioni civili
In aula la delibera che ne istituisce il registro.
| (© Ansa) Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. |
Dopo una corsa per ottenere in tempi rapidi il parere delle commissioni e dei consigli di zona, è pronto ad approdare il 23 luglio in aula la delibera che istituisce il registro delle unioni civili del Comune di Milano, con l'obiettivo di arrivare a un via libera prima della pausa estiva.
Un provvedimento, contenuto nel programma elettorale del sindaco Giuliano Pisapia e già varato in altre città italiane, con Torino capofila, che divide i gruppi politici sull'onda del dibattito a livello nazionale sui diritti delle coppie omosessuali in corso anche all'interno del Pd.
IL PD SPACCATO LASCIA LIBERTÀ DI COSCIENZA. «Il Pd lascia libertà di coscienza perché nel partito ci sono diverse sensibilità» ha premesso il capogruppo comunale del Pd Carmela Rozza, «e auspichiamo il dialogo e la massima collaborazione fra maggioranza e opposizione. Il provvedimento conferma la volontà della città di Milano di riconoscere i legittimi diritti di unioni diverse rispetto al matrimonio, ed esprime l'invito della città di Milano al Parlamento a legiferare su questo tema».
La Curia: «Una inefficace operazione d'immagine»
| Maurizio Lupi. |
Di diversa opinione il consigliere comunale del Pd Stefano Fanzago, cattolico, che ha annunciato la volontà di astenersi sul provvedimento assieme ad altri tre esponenti della maggioranza. D'altronde il 21 luglio la Curia di Milano ha definito il registro un'iniziativa «inefficace, forse solo un'operazione d'immagine» spiegando che «questi temi vanno affrontati con calma e dal Parlamento e non da un singolo Comune», mentre il 22 luglio il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, cattolico del Pdl, ha sostenuto che «è evidente che per il sindaco di Milano la questione non è risolvere i problemi concreti, ma seguire la crociata, che interessa solo pochi, di equiparare la famiglia fondata sul matrimonio alle unioni omosessuali».
ARCIGAY E IDV: «GESTO DI CIVILTÀ». Sul provvedimento, che ha suscitato un dibattito anche tra i membri cattolici della Giunta, proprio il sindaco Pisapia è stato chiaro: «Rispetto le opinioni diverse dalla mia, ma intendo rispettare l'impegno che ho preso con i milanesi». Così come l'Idv che, in una nota firmata anche dal responsabile diritti civili del partito e presidente onorario dell'Arcigay, Franco Grillini, ha parlato della delibera come un «gesto di civiltà che supera ipocrisie e strumentalizzazioni».
Ma se la maggioranza si divide, il voto dell'opposizione potrebbe riservare sorprese. Il capogruppo della Lega Nord, Matteo Salvini, ha lasciato libertà di coscienza. «Sul riconoscimento dei diritti alle unioni di fatto eterosessuali non ho problemi ma non vorrei che fosse l'anticamera per le adozioni gay. Le urgenze per Milano sono altre e ritengo questo provvedimento solo una perdita di tempo».
Dibattito aperto anche nella Lega e nel Pdl
| Matteo Salvini. |
Più netta la posizione del consigliere comunale del Carroccio Alessandro Morelli che ha aperto la strada all'ipotesi di ostruzionismo in aula presentando emendamenti alla delibera. Il dibattito ha scosso anche il Pdl, dove i voti di alcuni consiglieri potrebbero aiutare la maggioranza a far passare un provvedimento sul quale il capogruppo Carlo Masseroli è nettamente contrario. «La battaglia per il riconoscimento dei diritti per tutti i cittadini, compresi coloro che convivono», ha però ribattuto il consigliere comunale del Pdl, Giulio Gallera, «deve essere un obiettivo primario per un partito liberale come il Pdl».
SUCCESSIONE PER I CONVIVENTI AGLI ALLOGGI POPOLARI. Sulla delibera di iniziativa consiliare, pensata per eliminare motivi di discriminazione nei confronti delle coppie di fatto, si è aperto quindi un dibattito trasversale sui diritti civili. A cercare di fare chiarezza sul perimetro del registro delle unioni civili e sulle novità che comporterà, è lo stesso provvedimento. Un milanese iscritto al registro, per esempio, è destinato ad avere diritto di successione negli alloggi popolari in caso di morte del convivente. Oppure potrebbe esser riconosciuto alla coppia di fatto il rapporto parentale nell'assistenza sanitaria che, nel caso di un paziente in coma, ora è riservata solo al coniuge e ai parenti.
SHAARI: «POLIGAMIA? I MUSULMANI SANNO CHE È REATO». Quanto alle riflessioni di Mattia Ferrero il vice presidente dell'Unione giuristi cattolici del capoluogo lombardo che ha sostenuto che il registro delle unioni civili in via di istituzione da parte del Comune potrebbe «legittimare la poligamia», la risposta è arrivata dal portavoce della comunità islamica di Milano Abdel Hamid Shaari per il quale si tratta di «una tempesta in un bicchier d'acqua. Sappiamo bene che in Italia la poligamia è perseguibile penalmente e noi rispettiamo la legge italiana».
Per Shaari inoltre i poligami islamici in città rappresentano lo zero per cento di tutti i musulmani e qualora dovesse essere istituito il registro delle unioni civili e per assurdo potesse essere usato per registrare più mogli, non ne farebbero alcun uso perché «sappiamo che la poligamia è fuori legge», ha ripetuto.
Domenica, 22 Luglio 2012
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