Intervista all'autore di corti lgbt più hot del momento: 'Canibales', 'Fuckbuddies' e 'Perfect Day', visibili su Queerframe Tv. E promette "sangue, risate e sperma" nel suo nuovo film "The Biker"
Lo abbiamo intervistato. Come è nata l'idea dei corti Fuckbuddies, Canibales e Perfect Day? L'idea di Canibales nasce da una conversazione sui paradossi, le ambiguità e le ipocrisie che vengono di solito attribuite al mondo gay, in particolare nell'ambito del cruising. Da qui ho cercato di filmare una storia in una forma sia realistica che sperimentale. Perfect Day è la seconda parte della trilogiaCover me girata con l'artista Félix Fernandez sulla ricerca dell'amore nella società attuale. Nasce da un impulso irrazionale che entrambi percepiamo riguardo al divenire delle relazioni contemporanee affettive e non sessuali. Riguardo a Fuckbuddies, la storia era uno spin-off del carattere principale diCanibales ma virato verso la commedia grottesca, un genere che mi piace ma che non avevo ancora avuto la possibilità di sperimentare. Qual è il confine tra il cinema e la video arte di cui è intrisa la tua produzione? La linea di demarcazione è sottile: forse nel campo della video arte l'idea è più concettuale e astratta. Allo spettatore viene lasciata la decisione finale sul tono della storia. Nel cinema di finzione la trama è più definita e compiuta, posso mostrare più chiaramente le mie intenzioni. Mi oriento verso questo lato della linea ma senza sacrificare la sperimentazione, come alcuni dei miei modelli di riferimento: registi quali Lynch, Cronenberg, Gaspar Noé oppure classici come Pasolini, Resnais, Bergman, Tarkovskij e Fassbinder. Alcuni loro film potrebbero essere mostrati in una galleria d'arte come fossero video-creazioni. Ti definisci un "pornografo dell'anima". In che senso? Quanto è difficile girare le scene di sesso senza essere voyeurista? Qual è l'importanza della musica nel tuo cinema e nella tua vita? La musica per me è quasi sinonimo di vita. Nei miei film è un elemento chiave fondamentale. Molti miei lavori sono concepiti a partire da suoni o canzoni, tante storie hanno la loro colonna sonora ancora prima di essere scritte. Credo che se si analizza il mio lavoro, è evidente che giro e racconto con un piglio musicale: ritmo, tono e melodia sono elementi importanti al pari di sceneggiatura, fotografia e interpretazione. Pensi che il cinema queer abbia anche un significato politico? Certo! Tutte le minoranze hanno sempre a che fare con un valore politico e quando si fa arte ci si trova di fronte alcune barriere che altri non hanno. Ma dico sempre che l'attivismo gay nasce da se stessi e da piccoli gesti di tutti i giorni al lavoro, in famiglia, a scuola. Se sei artista, però, questo attivismo è amplificato e sovraesposto, rischiando così di esporti non solo alla critica puramente artistica ma all'omofobia nascosta e alla censura. Quando realizzerai il tuo primo lungometraggio? http://www.gay.it/ |
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