mercoledì 7 dicembre 2011

Mercoledì 7 dicembre Presidio contro la manovra Monti davanti alla Prefettura di Palermo

MERCOLEDì 7 DICEMBRE 2011 
PRESIDO CONTRO LA MANOVRA MONTI 
DALLE 0RE 15.30 ALLE ORE 17.30
DAVANTI LA PREFETTURA DI PALERMO VIA CAVOUR

La CGIL Palermo terrà mercoledì 7 dicembre p.v. un SIT-IN davanti la Prefettura di Via Cavour, dalle ore 15.30 alle ore 17.30, in preparazione dello sciopero generale di quattro ore, proclamato dalla CGIL, per lunedì 12 dicembre 2011, contro una manovra, proposta dal Governo, che “contiene poche novità positive e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa”, e che, avverte la CGIL, “grava su lavoratori e pensionati, già colpiti dalle precedenti manovre”.
Il taglio della manovra economica così com'è stata presentata è “socialmente insopportabile”; è un colpo durissimo sui pensionati all'interno di un'idea portante che sembra essere quella di “fare cassa sui poveri del nostro Paese”
Ci sono dei "punti invalicabili", dei "numeri magici" che la CGIL non sarà mai disposta ad abbandonare: la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e i 40 anni di contributi per le pensioni di anzianità.

martedì 6 dicembre 2011

L'addio dei cattolici alla Consulta con i gay Vanno via 13 associazioni


La Curia aveva chiesto alle realtà cattoliche di ritirarsi
L'assessore Lepore: andiamo avanti

BOLOGNA - Dalle parole, ai fatti. Le associazioni cattoliche lasciano la Consulta della associazioni familiari, in polemica con la decisione di ammettere nell’organismo comunale due sigle vicine al mondo gay: Agedo e Famiglie arcobaleno. Uno strappo che si consumerà oggi pomeriggio alla riunione della nuova consulta, dove tredici associazioni cattoliche ufficializzeranno lo strappo con l’amministrazione Merola. Colpevole, secondo loro, di aver trasformato la consulta per la famiglia in una «consulta delle convivenze».
È stato il via libera di giovedì scorso all’ingresso delle associazioni gay nella Consulta, annunciato sotto la pressione di una manifestazione delle associazioni omosessuali contro la giunta Merola, a far precipitare la situazione. Trasformando quella che era una trattativa aperta, con tanto di soluzione di compromesso sul tavolo, in uno strappo che stravolgerà di fatto la composizione dell’organismo comunale di promozione della famiglia. Nonostante gli appelli dell’ultimo minuto che si sono moltiplicati nel centrosinistra. A partire da quello fatto in consiglio comunale dal Democratico Benedetto Zacchiroli: «State nel mondo, uscire dalla Consulta è il gesto peggiore che possiate fare».
Mentre il coordinatore di giunta è tornato a ripetere che, al di là di come sarà composta la consulta, «le nostre politiche continueranno a tutelare gli interessi delle famiglie in questo momento di crisi». Appelli inutili, a quanto pare. Visto che i numeri della Consulta per la famiglia, dopo la riunione di oggi pomeriggio, saranno in perdita netta. Entrano tre nuove sigle, lasciano il tavolo 13 associazioni cattoliche che facevano parte del nucleo storico di diciotto realtà. Tredici associazioni che hanno deciso di ascoltare l’appello alla defezione della Curia, arrivato domenica dalle colonne del settimanale BolognaSette.
Dodici di queste associazioni, tra cui Acli e Mcl, parleranno tra l’altro con un comunicato congiunto per spiegare con una sola voce le ragioni del loro addio. Una frattura pesante con il mondo cattolico, che l’amministrazione Merola non potrà ignorare nei prossimi mesi. Anche quando dovrà affrontare eventuali nuovo mugugni legati all’arrivo del Gay Pride sotto le Due Torri. A giugno prossimo, infatti, il Cassero festeggerà trent’anni e per farlo vuole portare il Pride nazionale proprio a Bologna. La scelta verrà presa sabato all’assemblea del movimento lgbt, ma già ieri in Comune una delegazione del Cassero ha incontrato la giunta Merola portando con sé una carpetta dal nome inequivocabile: «Bologna Pride 2012».
Francesco Rosano
06 dicembre 2011

GAY: OBAMA, DIFESA DIRITTI SIA AL CENTRO DI POLITICA ESTERA USA


(ASCA-AFP) - Washington, 6 dic - La difesa dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e trans dovra' essere un punto fermo della politica estera degli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente Barack Obama, che in un memorandum ufficiale si e' detto ''profondamente preoccupato per le violenze e le discriminazioni che hanno come obiettivo lesbiche, gay, bissesuali e transgender (LGBT) in tutto il mondo''. Obama ha espresso parole di condanna per tutte le leggi che criminalizzano i cittadini LGBT e le violenze inflitte contro la diversita' sessuale. ''Con questo memorandum mi rivolgo a tutte le agenzie governative impegnate all'estero affinche' si assicurino che la diplomazia americana promuova e protegga i diritti umani delle persone LGBT'', ha scritto il presidente. red-uda/


lunedì 5 dicembre 2011

Spagna, gli omosessuali si appellano alla Consulta per la conferma del diritto al matrimonio

Temono che il nuovo governo di centro-destra possa cancellare la legge

Gli omosessuali spagnoli hanno chiesto che laCorte costituzionale si pronunci per confermare il loro diritto al matrimonio. L'iniziativa è motivata dal timore che il nuovo governo di centro-destra di Mariano Rajoy,vincitore alle elezioni del 20 novembre scorso, possa intervenire sulla legge voluta dall'esecutivo di José Luis Zapatero nel 2005.
Tale timore è fondato dal ricorso che lo stesso Rajoy fece alla Corte costituzionale nel 2006 contro la legge che istituiva il matrimonio per le coppie costituite da individui dello stesso sesso.
La Felgtb, federazione che difende i diritti di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali, con una lettera alla Corte ha chiesta che si metta fine alla «grande insicurezza e incertezza» seguita alla vittoria del partito popolare. Molti omosessuali in Spagna si sono sposati poco prima delle elezioni, temendo un ritorno al passato.
Fino ad ora il nuovo premier Rajoy ha evitato di pronunciarsi sulla questione.

Governo: CGIL, 12 dicembre sciopero di quattro ore, da domani presidi in tutta Italia

La Segreteria decide quattro ore di sciopero per lunedì 12 dicembre in concomitanza con l'avvio del percorso in aula alla Camera e da domani presidi davanti alle prefetture con il coinvolgimento dei Comuni, delle Province e delle Regioni. Per la Confederazione "la manovra proposta dal Governo contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che grava su lavoratori e pensionati"
» Manovra: presidi in tutta Italia in preparazione dello sciopero generale



05/12/2011  
La manovra proposta dal Governo contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che grava su lavoratori e pensionati, già colpiti dalle precedenti manovre.

La non indicizzazione per le pensioni basse è una tassa sulla povertà, l’anzianità a 40 anni diventa impraticabile e provoca gli effetti di sottrazione di un diritto e di destabilizzazione del mercato del lavoro e per restare ai temi centrali la somma di IMU, IVA e addizionali IRPEF Regioni e Comuni più accise spostano sui soliti noti gran parte delle entrate per tassazione.

Il Governo non ha voluto un confronto con le parti sociali, in particolare sulla previdenza, chiediamo quindi al Parlamento, al quale presenteremo precise proposte di correggere la manovra sui temi indicati, proponendo anche come reperire le risorse.

Abbiamo proposto a CISL e UIL di decidere insieme proposte ed iniziative per cambiare la manovra, la risposta ci è arrivata tramite conferenza stampa con relative autonome decisioni.

La CGIL promuove da domani presidi davanti alle Prefetture, con il coinvolgimento dei Comuni, delle Province e Regioni su questo tema, pronta a favorire iniziative unitarie dove si determineranno le condizioni.

La CGIL proclama per lunedì 12 dicembre quattro ore di sciopero con manifestazioni in concomitanza con l'avvio del percorso in aula alla Camera.

Alle categorie tenute al rispetto della L. 146/90 proponiamo di tenere, nella giornata di lunedì 12 dicembre, assemblee in orario di lavoro di lavoro e altre iniziativa consentita dalla legge per poter partecipare alla manifestazione.

http://www.cgil.it/

Omofobia: Tribunale di Trieste riconosce estensione Legge Mancino:


E' la prima volta che un Giudice in Italia riconosce l'applicabilità della legge Mancino anche in caso di discriminazione per orientamento sessuale.
Nel corso di un procedimento penale presso il Tribunale di Trieste in fase dibattimentale, il giudice monocratico ha disposto con ordinanza il rinvio degli atti alla Procura riqualificando i fatti di reato, contestando l'aggravante di cui all'art. 3 c. 1 L. 205/1993 (legge cd. Mancino)
I capi di imputazione del procedimento erano ingiuria, minacce aggravate (per anonimicità del messaggio) e molestia alle persone. Il tenore dei messaggi ricevuti dalla persona offesa sono stati "frocio bastardo" "d'ora in poi guardati alle spalle! Siamo pronti e organizzati e tu sarai il primo frocio dell'Università a pagarla per lo schifo che fai. Una di queste sere quando esci di casa ti prendiamo e te ne diamo tante che quando abbiamo finito non piacerai più neanche ai tuoi amici succhia cazzi! Tu e quelli del tuo gruppo uguali ma froci verrete eliminati tutti!".
Il Giudice monocratico dott. Tomassini  ha ampiamente motivato l'ordinanza che ora la Procura dovrà valutare, decidendo se accoglierla e determinare il passaggio al GUP e la competenza del giudice collegiale.
In allegato si può leggere il testo dell'ordinanza.

domenica 4 dicembre 2011

Davide Pollicino ha vinto il premio "Maria Baiocchi" per tesi di laurea LGBT

Davide Pollicino è componente del Direttivo di Articolo Tre

Davide Pollicino membro
del direttivo
di Articolo Tre
Ecco finalmente i vincitori della VII edizione del Premio “Maria Baiocchi” per le migliori tesi di laurea e di dottorato di ricerca in studi LGBT.
Di seguito la graduatoria relativa alle diverse sezioni in gara.
Ai vincitori ex-aequo verrà assegnato il premio relativo alla propria sezione suddiviso in parti uguali.

La premiazione si svolgerà martedì 13 dicembre alle ore 10.00presso la Facoltà di Scienze della Formazione - Roma Tre (Piazza della Repubblica 10 - Aula 3).

Intervengono:
Francesco Pompeo, docente di Antropologia culturale, Coordinatore Osservatorio sul Razzismo e le diversità "M.G. Favara" - Dip. Scienze dell'Educazione (Roma Tre)
Vittorio Lingiardi, docente di Psicologia Dinamica (Sapienza)
Francesco Bilotta, docente di Diritto Privato (Università di Udine), Avvocatura per i Diritti LGBT - Rete Lenford
I vincitori di questa edizione, che ritireranno il premio

Partecipano:
Nicola Zingaretti, Presidente Provincia di Roma (da confermare)
Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore ("Mine vaganti") e regista  ("La kryptonite nella borsa")

Presenta e conclude Imma Battaglia, Presidente di Di'Gay Project.

Modera:
Michela Fusaschi, docente di Antropologia culturale e sociale - Dipartimento Studi Internazionali

**********

VINCITORI:
Sezione Tesi di Laurea Triennale (Premio di 1.000,00 €):
Davide Pollicino Titolo tesi: “Le famiglie omogenitoriali. Filiazione, riconoscimento comunitario e rappresentazione sociale” Facoltà: Lettere e filosofia
Università: Università degli studi di Palermo

Sezione Tesi di Laurea Specialistica
 (Premio di 1.000,00 €):
Cristiano Scandurra (vincitore ex-aequo)
Titolo tesi: “Medusa allo specchio: 'rifrazioni di sguardi'. Uno studio sul legame tra transfobia interiorizzata e relazioni di coppia” Facoltà: Lettere e filosofia
Università: Università degli Studi di Napoli "Federico II"

Valeria Mari (vincitrice ex-aequo)
Titolo tesi: “Omosessuali gemelli: biologia e contesto evolutivo” Facoltà: Psicologia
Università: Università "Sapienza" di Roma

Sezione Tesi Post-Laurea (Premio di 2.500,00 €):
Giulia CragnoliniTitolo tesi: “Lesbian, gay, bisexual and transgender (LGBT) asylum seekers and refugees looking for protection and safety. Challenges in refugees status determination and living condition in Turkey” Dottorato: Master of arts in human rights and conflict management
Università: Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
GRADUATORIA:

Graduatoria Tesi Triennali

COGNOME PARTECIPANTE
VOTO FINALE
Pollicino
58
Mancusi
56
Tucci
56
Finizola
52
Carone
52

Memo
52

Di Patti
51

Marino
50

Mercuri
50

Berto
50

Cecchini
48

Cosentino
48

Cammarata
45

Naim

45

De Prosperis

40

Congedo

38

Marcello

36

Adel Labib
30

Graduatoria Tesi Specialistiche

COGNOME PARTECIPANTE
VOTO FINALE
Scandurra
60 e lode
Mari
60 e lode
Pieri
60 e lode
Fiori
60 e lode
Viola
59
Terzi
58
Casati
58

Russiello
58
Spadafora
58
Sinaguglia
57
Berardi
57
Tiano
57
Giannini
57
Viggiani
56
Zoli
56
Cascone
55
Paludetto
54
Gabriele
54
Scavo
53
Firrincieli
53
Roca
52
Napoli
52
Di Feliciantonio
52
Di Antonio
51
Rosa
50
Compagnone
50
Piccoli50
Pennacchio48
Sileri48
De Marzo48
Manenti48
Paganelli48
Bettoni45
Fontò40
Zimbelli40
Montella35

Graduatoria Tesi di Master e Dottorato

COGNOME PARTECIPANTE
VOTO FINALE
Cragnolini
60
Pellegrini
56
Salvia55
Perra40


Gay pride nelle Filippine chiede diritti e programmi anti-Aids


Foto: LaPresse
Manila (Filippine), 3 dic. (LaPresse/AP) - Oltre mille membri della comunità omosessuale hanno marciato a Manila in occasione dell'annuale Pride parade, per chiedere uguali diritti, la fine della discriminazione e maggiore sostegno per la lotta all'Aids. Sfilando per il distretto Malate, i dimostranti hanno mostrato una grande bandiera arcobaleno, e hanno cantato e ballato al ritmo dei tamburi. Come spiega Goya Candelario, portavoce dell'Organizzazione progressista degli omosessuali delle Filippine, il movimento sta facendo pressione sul Congresso affinché approvi una legge contro la discriminazione che nega ai gay l'accesso al lavoro e ai servizi sociali. Jessie Dimaisip, del partito politico Akbayan, che sostiene i diritti dei gay, spiega inoltre che l'obiettivo è ottenere più fondi per test in grado di rilevare il virus Hiv e per programmi di sostegno ai malati. Secondo dati del dipartimento della Salute, 7.884 persone sono state infettate dall'Hiv dal 1984, e i casi di Aids sono 937.

NO ALLA VIOLENZA, NO AL RAZZISMO, NO ALLA MAFIA: 10 dicembre 16:30 Teatro Massimo Palermo


APPELLO ALLA CITTA’
"Mentre a Roma si discute Sagunto è espugnata!"

A Palermo interi quartieri, abbandonati a se stessi, sono ostaggio di gruppi violenti spesso costituiti da giovani e giovanissimi in cerca, attraverso la prova di una spietata ferocia, di una veloce scalata nei ranghi di organizzazioni mafiose.
Comitati di affari e potentati economici si compattano per dividersi il bottino della città, che da bene comune tende a diventare zona di conquista e di saccheggio, occupata con la violenza ed il terrore, quando serve, mentre interi quartieri e rioni della città sono abbandonati dalla politica e dall’amministrazione cittadina.
Sempre più frequentemente i cittadini, espropriati dei loro diritti, siano essi stranieri o italiani, subiscono il degrado e la furia della violenza del branco di turno.
E' quello che è successo più di un mese fa nel quartiere della Zisa dove sono stati massacrati con furia omicida, in due diverse occasioni, tre cittadini stranieri tamil, con gravissime conseguenze fisiche e psichiche..E’ quello a cui oggi assistiamo impotenti, in ogni parte della città, a danno di tutte le minoranze e di tutti coloro che appaiono, per varie ragioni, diversi o deboli.
A questo degrado e abbandono dei quartieri della città vogliamo dire basta!!
Riprendiamoci la città, riprendiamoci i nostri territori, restituiamo a tutti i cittadini i loro diritti e la loro dignità.
Le istituzioni devono assumersi le loro responsabilità, ma non basta.
Ci appelliamo alle associazioni, ai sindacati, ai movimenti e a tutti i cittadini democratici, siano essi stranieri o italiani, perché con l'impegno di tutti si possa cominciare a ricostruire il tessuto connettivo della solidarietà sociale che sembra essere venuto meno nel corso degli ultimi anni e si riprenda con decisione la lotta alla mafia in tutte le sue forme.

Sabato 10 dicembre alle 16,30 dal TEATRO Massimo concentramento per dar vita ad un corteo sino ai giardini della Zisa per dire:
NO ALLA VIOLENZA, NO AL RAZZISMO,
NO ALLA MAFIA
Forum antirazzista Palermo, Comunità Tamil, Arca "Federazione Associazioni e Comunità Immigrate",  Cgil, Democrazia di piazza, Centro siciliano di documentazione Peppino Impastato, Ciss, Comitato di lotta per la casa, Laici missionari comboniani, Rete dei Collettivi Studenteschi, ASGI- Sicilia, Radio 100 Passi, Altroquando, Cobas Palermo, Centro Astalli Palermo, Borderline Sicilia Onlus, Rete Primo Marzo, Associazione Giù le Frontiere, ARCI, Cooperativa Sociale Solidaria, Centro Salesiano Santa Chiara, Centro Migranti, CGIL Medici, Parrocchia Santa Lucia, Rifondazione Comunista Palermo, Laboratorio Zeta, Comunità di Sant’Egidio, Vivi e Lassa Viviri, L.V.I.A. Palermo, Cobas Antirazzista, MIR Palermo, Compagnia dello Scirocco, Rifondazione Città Futura Catania, NZocchè Circolo Arci, Nidil CGIL Palermo, Segnaliamo il razzismo, Bandaradio, Libera, Articolo Tre Ass. Omosessuale, Arcigay, Assoc.Antimafia “Rita Atria”, Associazione Malausséne.

« Je mets une capote et du gel », con François Sagat

In un Paese, il nostro, dove viene indicato alla TV pubblica di non usare nemmeno la parola preservativo, ecco uno spot pratico sull'uso del preservativo con François Sagat.
Vi avvisiamo che lo spot presenta immagini esplicite.

http://yagg.com/je-mets-une-capote-et-du-gel-par-francois-sagat/

venerdì 2 dicembre 2011

Lettera aperta agli Onorevoli Apprendi e Caputo sul DDL coppie di fatto


Cari Deputati Regionali On. Salvino Caputo e On. Pino Apprendi,
abbiamo appreso in questi giorni che è stato previsto l'inserimento all'ordine del giorno dei lavori d'Aula per il 12 dicembre del DDL sulle Coppie di Fatto, primi firmatari gli On. Apprendi ed Aricò. Ne veniamo a conoscenza anche grazie alle pubbliche proteste dell'On. Caputo, con annessa minaccia di presentazione di 1000 (leggasi proprio mille) emendamenti per bloccarne la discussione.
E' con equanime disappunto che, come Associazioni Lgbt componenti del Comitato Palermo Pride e del Coordinamento Stop Omofobia (che raccolgono al loro interno oltre 50 tra Associazioni, Movimenti, Collettivi, Partiti e Sindacati), ci rivolgiamo ad entrambi nell'imminenza della discussione in Aula su questo provvedimento.
Innanzitutto a lei, On. Caputo, per le motivazioni addotte alla sua protesta. Motivazioni tecniche ed ideologiche; in entrambi i casi fortemente opinabili.
Lei non concorda con l'urgenza di tale discussione a causa dei gravi problemi che affliggono le/i cittadine/i siciliane/i ed attendono ancora risposte; ed a causa del fatto che la Regione Siciliana rischia in questo momento l'esercizio provvisorio.
Riteniamo inutile sottolinearle che le Istituzioni Regionali non dovrebbero occuparsi dei problemi secondo compartimenti stagni, bensì esaminando nello stesso tempo istanze e necessità di tutte/i le/i cittadine/i. Voi deputati lavorate in decine di Commissioni che funzionano contemporaneamente e ciascuna con le proprie competenze e specificità. Chi o cosa vi vieta di occuparvi al contempo di Agricoltura, Economia, Attività Produttive e Tutela dei Diritti della Comunità Lgbt? Chi o cosa vi vieta di produrre, discutere ed approvare Leggi in numero plurale che risolvano i problemi di differenti comunità della nostra Regione? Ci rendiamo conto che rassegnandosi alla media di 2 (leggasi proprio due) Leggi approvate per semestre le domande di cui sopra acquistano poco senso, ma questa lentissima attività assai vicina alla paralisi è figlia della gravità reale dei problemi da discutere? O non è piuttosto figlia delle tensioni e delle lacerazioni interne ai Partiti che compongono l'ARS? Tensioni e lacerazioni di cui dovete assumervi pienamente la responsabilità, invece di scaricarla sulle donne e sugli uomini che vi chiedono semplicemente risposte in direzione della Tutela dei loro Diritti.
L'esercizio provvisorio da lei paventato come imminente tragedia, inoltre, è ormai la prassi negli ultimi anni dentro la nostra Assemblea Regionale. Prassi determinata dal clima di fortissimo conflitto che affligge i rapporti tra Assemblea e Giunta Regionale. Ancora una volta, quindi, un problema assolutamente e totalmente vostro; che non dovrebbe ricadere sulle urgenze delle/dei cittadine/i che dovreste rappresentare.
Sulle motivazioni ideologiche: dove e quando è stato stabilito che il compito delle Istituzioni Regionali è quello di salvaguardare la Famiglia Tradizionale? Questa difesa attiene alle sue convinzioni etiche e religiose (che noi rispettiamo profondamente) ma nulla ha a che vedere con le priorità della Regione Siciliana. Le cui Istituzioni hanno il dovere di tutelare TUTTE E TUTTI le siciliane e i siciliani, ivi comprese le persone omosessuali, lesbiche e trans. Che vivono, amano, lavorano, producono, pagano le tasse, vi votano esattamente come chiunque altro. Il vostro dovere dovrebbe essere provvedere al benessere di tutte/i le/i siciliane/i; non quello di tutelare e difendere un credo religioso, un principio etico. Essi attengono solamente le vostre coscienze individuali, non il vostro lavoro di Parlamentari che, ve lo ricordiamo, si svolge al servizio di Istituzioni Laiche.
In difesa di tali convinzioni personali (poco importa in questa sede se esse rappresentano non solo lei, ma una parte anche ingente della nostra comunità), lei minaccia addirittura 1000 emendamenti in aula e una sollevazione popolare a base di gazebo e firme da raccogliere; il che rende spontaneo restituirle la sua iniziale perplessità: preparare 1000 emendamenti, predisporre petizioni e gazebo, raccogliere migliaia di firme sono azioni che richiedono tempo, denaro, energie. Ma come, non era proprio lei a sostenere che sono ben altri i bisogni e le priorità dei siciliani in questo momento? O forse, quando si tratta di difendere quelli che lei definisce i “valori della famiglia”, in quel momento Agricoltura, Economia, Attività Produttive, crisi della Regione e povertà cessano di esistere?
A tal proposito, a lei On. Pino Apprendi, rivolgiamo invece solo una domanda: per difendere il DDL sulle Coppie di Fatto, di cui lei è primo firmatario, da tali attacchi ideologici e da tali minacce di sollevazione popolare, non bastano le raccolte di firme, per quanto eccellenti, e nemmeno gli scioperi della fame. Sarebbe invece decisamente necessario un movimento di opinione che veda collaborare Associazioni, Istituzioni, singole e singoli. Per creare sensibilizzazione sul tema della Tutela dei Diritti delle Coppie di Fatto (eterosessuali ed omosessuali; o non vincolate da legami amorosi). Per poter rispondere alle raccolte di firme con manifestazioni di Piazza altrettanto importanti nei numeri e nel rumore che provocano. Un movimento di opinione che innanzitutto crei informazione sulle realtà plurali che ancora oggi ci ostiniamo a definire Famiglia al singolare. E che crei mobilitazione facendo prima di tutto comprendere che l'estensione di un Diritto a chi ancora non ce l'ha non minaccia in alcun modo i Diritti già acquisiti.
Può spiegarci come è possibile arrivare a tutto ciò quando il suo DDL è nato senza neppure consultare le Associazioni Lgbt? E senza tenere conto di nessuno dei rilievi da noi avanzati dopo aver conosciuto il testo di Legge? In numerose occasioni pubbliche e private abbiamo cercato di far capire che un DDL che prevede solo riconoscimenti simbolici (e ne fa discendere qualche conseguenza altrettanto simbolica) incide pochissimo sui Diritti reali e sul riconoscimento delle Pari Opportunità. Le Coppie di Fatto saranno realmente tutelate se e solo quando il loro riconoscimento sarà accompagnato dalla certezza del pari accesso ai servizi e del pari accesso ai Diritti che nessuno metterebbe in discussione per la cosiddetta Famiglia tradizionale. Fino ad allora, essere resteranno una riserva indiana, se non addirittura coppie di Serie B. Non solo per comune sentire ma, dal 12 dicembre in poi, anche per volontà della Legge.
Dinanzi a tutte queste perplessità, dinanzi a questa ostinazione a non cercare il confronto con le Associazioni e i Movimenti Lgbt (questo DDL non riguarda solo noi, lo sappiamo; ma riguarda ANCHE noi e le nostre vite), quale sforzo potremo mai fare noi per aiutare questo DDL? Quale Movimento di opinione potremo mai essere in grado di mettere a disposizione dell'iter di questo DDL? In poche semplici parole On. Apprendi: quale aiuto potremo mai dare noi Associazioni Lgbt a chi non ce lo ha mai chiesto? Perchè per riattivare il grande e partecipatissimo patrimonio del Pride non basta citarlo in conferenza stampa o nominarlo nel cappello introduttivo della presentazione di un DDL. Quel patrimonio di partecipazione va coinvolto e reso protagonista prima, durante e dopo. Con l'ascolto e col pieno e reale coinvolgimento in fase di scrittura del DDL. Ciò non è avvenuto ed è un vero peccato che questo non sia stato compreso come un limite.
Cordiali saluti, con sincero rispetto per il lavoro di entrambi, nonostante le nostre critiche.
Le Associazioni Lgbt del Comitato Palermo Pride – Coordinamento Stop Omofobia PalermoCari Deputati Regionali On. Salvino Caputo e On. Pino Apprendi,
abbiamo appreso in questi giorni che è stato previsto l'inserimento all'ordine del giorno dei lavori d'Aula per il 12 dicembre del DDL sulle Coppie di Fatto, primi firmatari gli On. Apprendi ed Aricò. Ne veniamo a conoscenza anche grazie alle pubbliche proteste dell'On. Caputo, con annessa minaccia di presentazione di 1000 (leggasi proprio mille) emendamenti per bloccarne la discussione.
E' con equanime disappunto che, come Associazioni Lgbt componenti del Comitato Palermo Pride e del Coordinamento Stop Omofobia (che raccolgono al loro interno oltre 50 tra Associazioni, Movimenti, Collettivi, Partiti e Sindacati), ci rivolgiamo ad entrambi nell'imminenza della discussione in Aula su questo provvedimento.
Innanzitutto a lei, On. Caputo, per le motivazioni addotte alla sua protesta. Motivazioni tecniche ed ideologiche; in entrambi i casi fortemente opinabili.
Lei non concorda con l'urgenza di tale discussione a causa dei gravi problemi che affliggono le/i cittadine/i siciliane/i ed attendono ancora risposte; ed a causa del fatto che la Regione Siciliana rischia in questo momento l'esercizio provvisorio.
Riteniamo inutile sottolinearle che le Istituzioni Regionali non dovrebbero occuparsi dei problemi secondo compartimenti stagni, bensì esaminando nello stesso tempo istanze e necessità di tutte/i le/i cittadine/i. Voi deputati lavorate in decine di Commissioni che funzionano contemporaneamente e ciascuna con le proprie competenze e specificità. Chi o cosa vi vieta di occuparvi al contempo di Agricoltura, Economia, Attività Produttive e Tutela dei Diritti della Comunità Lgbt? Chi o cosa vi vieta di produrre, discutere ed approvare Leggi in numero plurale che risolvano i problemi di differenti comunità della nostra Regione? Ci rendiamo conto che rassegnandosi alla media di 2 (leggasi proprio due) Leggi approvate per semestre le domande di cui sopra acquistano poco senso, ma questa lentissima attività assai vicina alla paralisi è figlia della gravità reale dei problemi da discutere? O non è piuttosto figlia delle tensioni e delle lacerazioni interne ai Partiti che compongono l'ARS? Tensioni e lacerazioni di cui dovete assumervi pienamente la responsabilità, invece di scaricarla sulle donne e sugli uomini che vi chiedono semplicemente risposte in direzione della Tutela dei loro Diritti.
L'esercizio provvisorio da lei paventato come imminente tragedia, inoltre, è ormai la prassi negli ultimi anni dentro la nostra Assemblea Regionale. Prassi determinata dal clima di fortissimo conflitto che affligge i rapporti tra Assemblea e Giunta Regionale. Ancora una volta, quindi, un problema assolutamente e totalmente vostro; che non dovrebbe ricadere sulle urgenze delle/dei cittadine/i che dovreste rappresentare.
Sulle motivazioni ideologiche: dove e quando è stato stabilito che il compito delle Istituzioni Regionali è quello di salvaguardare la Famiglia Tradizionale? Questa difesa attiene alle sue convinzioni etiche e religiose (che noi rispettiamo profondamente) ma nulla ha a che vedere con le priorità della Regione Siciliana. Le cui Istituzioni hanno il dovere di tutelare TUTTE E TUTTI le siciliane e i siciliani, ivi comprese le persone omosessuali, lesbiche e trans. Che vivono, amano, lavorano, producono, pagano le tasse, vi votano esattamente come chiunque altro. Il vostro dovere dovrebbe essere provvedere al benessere di tutte/i le/i siciliane/i; non quello di tutelare e difendere un credo religioso, un principio etico. Essi attengono solamente le vostre coscienze individuali, non il vostro lavoro di Parlamentari che, ve lo ricordiamo, si svolge al servizio di Istituzioni Laiche.
In difesa di tali convinzioni personali (poco importa in questa sede se esse rappresentano non solo lei, ma una parte anche ingente della nostra comunità), lei minaccia addirittura 1000 emendamenti in aula e una sollevazione popolare a base di gazebo e firme da raccogliere; il che rende spontaneo restituirle la sua iniziale perplessità: preparare 1000 emendamenti, predisporre petizioni e gazebo, raccogliere migliaia di firme sono azioni che richiedono tempo, denaro, energie. Ma come, non era proprio lei a sostenere che sono ben altri i bisogni e le priorità dei siciliani in questo momento? O forse, quando si tratta di difendere quelli che lei definisce i “valori della famiglia”, in quel momento Agricoltura, Economia, Attività Produttive, crisi della Regione e povertà cessano di esistere?
A tal proposito, a lei On. Pino Apprendi, rivolgiamo invece solo una domanda: per difendere il DDL sulle Coppie di Fatto, di cui lei è primo firmatario, da tali attacchi ideologici e da tali minacce di sollevazione popolare, non bastano le raccolte di firme, per quanto eccellenti, e nemmeno gli scioperi della fame. Sarebbe invece decisamente necessario un movimento di opinione che veda collaborare Associazioni, Istituzioni, singole e singoli. Per creare sensibilizzazione sul tema della Tutela dei Diritti delle Coppie di Fatto (eterosessuali ed omosessuali; o non vincolate da legami amorosi). Per poter rispondere alle raccolte di firme con manifestazioni di Piazza altrettanto importanti nei numeri e nel rumore che provocano. Un movimento di opinione che innanzitutto crei informazione sulle realtà plurali che ancora oggi ci ostiniamo a definire Famiglia al singolare. E che crei mobilitazione facendo prima di tutto comprendere che l'estensione di un Diritto a chi ancora non ce l'ha non minaccia in alcun modo i Diritti già acquisiti.
Può spiegarci come è possibile arrivare a tutto ciò quando il suo DDL è nato senza neppure consultare le Associazioni Lgbt? E senza tenere conto di nessuno dei rilievi da noi avanzati dopo aver conosciuto il testo di Legge? In numerose occasioni pubbliche e private abbiamo cercato di far capire che un DDL che prevede solo riconoscimenti simbolici (e ne fa discendere qualche conseguenza altrettanto simbolica) incide pochissimo sui Diritti reali e sul riconoscimento delle Pari Opportunità. Le Coppie di Fatto saranno realmente tutelate se e solo quando il loro riconoscimento sarà accompagnato dalla certezza del pari accesso ai servizi e del pari accesso ai Diritti che nessuno metterebbe in discussione per la cosiddetta Famiglia tradizionale. Fino ad allora, essere resteranno una riserva indiana, se non addirittura coppie di Serie B. Non solo per comune sentire ma, dal 12 dicembre in poi, anche per volontà della Legge.
Dinanzi a tutte queste perplessità, dinanzi a questa ostinazione a non cercare il confronto con le Associazioni e i Movimenti Lgbt (questo DDL non riguarda solo noi, lo sappiamo; ma riguarda ANCHE noi e le nostre vite), quale sforzo potremo mai fare noi per aiutare questo DDL? Quale Movimento di opinione potremo mai essere in grado di mettere a disposizione dell'iter di questo DDL? In poche semplici parole On. Apprendi: quale aiuto potremo mai dare noi Associazioni Lgbt a chi non ce lo ha mai chiesto? Perchè per riattivare il grande e partecipatissimo patrimonio del Pride non basta citarlo in conferenza stampa o nominarlo nel cappello introduttivo della presentazione di un DDL. Quel patrimonio di partecipazione va coinvolto e reso protagonista prima, durante e dopo. Con l'ascolto e col pieno e reale coinvolgimento in fase di scrittura del DDL. Ciò non è avvenuto ed è un vero peccato che questo non sia stato compreso come un limite.
Cordiali saluti, con sincero rispetto per il lavoro di entrambi, nonostante le nostre critiche.
Le Associazioni Lgbt del Comitato Palermo Pride – Coordinamento Stop Omofobia Palermo

giovedì 1 dicembre 2011

Polizia trans in Argentina


1° dicembre 2011- Il ministro della Sicurezza in Argentina, Nilda Garré, ha firmato una risoluzione: potranno indossare divise femminili
L’Argentina fa un grande passo avanti: il ministro per la Sicurezza Nilda Garré ha firmato una risoluzione perché le forze di polizia e di sicurezza federale si conformino all’identità di genere adottata per travestiti, transessuali e transgender.
LA DELIBERA - La Federazione Argentina delle lesbiche, gay, bisessuali e trans (FALGBT) ha accolto con gioia la notizia, proposta alla stessa Garré nel Piano di Cittadinanza LGBT per garantire pari diritti. La Garrè non ha ancora rivelato dettagli sull’attuazione del piano, che comunque comporterà grosse polemiche. La Delibera n. 1181/2011 verrà applicata alla Polizia Federale, alla Gendarmeria Nazionale, alla Guardia Costiera e alla polizia di sicurezza aeroportuale e stabilisce che le persone “trans” dovrebbero essere riconosciuta con l’identità di genere appropriata alla loro percezione, sia a livello personale che in qualsiasi tipo di comunicazione o pubblicazione all’interno delle Forze. Allo scopo non è richiesta alcuna operazione per il cambio di sesso o terapia ormonale che certifichi il passaggio da un sesso all’altro.
UNA VITTORIA - Esteban Paulón, presidente della FALGBT, accoglie con gioia la novità: “Ci auguriamo che analoghe risoluzioni possano essere estese a tutte le istituzioni del paese e a questo fine stiamo lavorando con i ministeri di diverse province”. Se un lavoratore trans si rivolge all’apposito Centro Integrale di Genere, otterrà condizioni di lavoro appropriate alla propria sessualità: uniformi, armadietti, servizi igienici e documenti del sesso richiesto. Il Centro si occuperà anche di integrazione dei trans dell’ambito lavorativo e di informazione a livello generale per tutti i dipendenti delle forze armate.
Claudia Santini