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| Maurizio Gasparri |
Storia di un ex fascistello smilzo che, a forza di spararle sempre più grosse, è diventato il frontman dell'ultimo berlusconismo. Con "la faccia di un cameriere a cui non hanno mai dato la mancia"
(21 dicembre 2010) Maurizio Gasparri, l'uomo con la faccia di «un cameriere a cui non hanno dato la mancia» (Daniele Luttazzi), probabilmente non è mai stato un picchiatore fascista: le foto degli Anni Settanta infatti lo mostrano agitarsi parecchio ai cortei missini, ma imprigionato dentro un fisico talmente gracile da rendere difficile immaginarlo impegnato nel corpo a corpo con l'avversario.
Già: la costituzione tutt'altro che robusta deve averlo fatto soffrire parecchio, in un ambientino come quello della destra romana dove il culto del fisico era un valopre fondante. Sicché , fin da ragazzo, a Gasparri non è rimasto altro modo di menare le mani che quello metaforico, attraverso la violenza verbale e l'insulto agli avversari. che non daranno soddisfazioni come le manganellate ma permettono al giovane Gasparri di distinguersi nel Fronte della Gioventù e nel Fuan, fino all'approdo al quotidiano di partito - il "Secolo d'Italia" - e alla cooptazione nel gruppone di quelli che un giorno sarebbero stati chiamati "i colonnelli di Fini".

