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martedì 21 dicembre 2010

Essere Gasparri

Maurizio Gasparri
di Fabio Chiusi

Storia di un ex fascistello smilzo che, a forza di spararle sempre più grosse, è diventato il frontman dell'ultimo berlusconismo. Con "la faccia di un cameriere a cui non hanno mai dato la mancia"
(21 dicembre 2010) 

Maurizio Gasparri, l'uomo con la faccia di «un cameriere a cui non hanno dato la mancia» (Daniele Luttazzi), probabilmente non è mai stato un picchiatore fascista: le foto degli Anni Settanta infatti lo mostrano agitarsi parecchio ai cortei missini, ma imprigionato dentro un fisico talmente gracile da rendere difficile immaginarlo impegnato nel corpo a corpo con l'avversario.

Già: la costituzione tutt'altro che robusta deve averlo fatto soffrire parecchio, in un ambientino come quello della destra romana dove il culto del fisico era un valopre fondante. Sicché , fin da ragazzo, a Gasparri non è rimasto altro modo di menare le mani che quello metaforico, attraverso la violenza verbale e l'insulto agli avversari. che non daranno soddisfazioni come le manganellate ma permettono al giovane Gasparri di distinguersi nel Fronte della Gioventù e nel Fuan, fino all'approdo al quotidiano di partito - il "Secolo d'Italia" - e alla cooptazione nel gruppone di quelli che un giorno sarebbero stati chiamati "i colonnelli di Fini".

venerdì 17 dicembre 2010

È finita, La Russa

di Riccardo Bocca

Non c’è niente da ridere, ministro La Russa.
Ma proprio niente.
Ieri sera, televisione show ad “Annozero” come non si vedeva da tempo.
Michèle Santoro, in questi casi, dà il meglio di sé. Roteando come un condor sui grandi temi- stavolta la contestazione studentesca- incastra tra filmati incandescenti (bravi, gli operatori di “Annozero”, bravissimi da Oscar, come sempre) le sue domande pertinenti, furbe, maliziosamente forti nel produrre informazione e dibattito.
Certo, fa specie che Michèle inviti ancora in studio il pennaiolo Nicola Porro, dopo la pessima performance in zona Marcegaglia, ma nessuno è perfetto insomma.
E poi è arrivato Di Pietro, ovvero un uomo carico di astuzie contadine, ma anche di budella e sangue per urlare in faccia a pizzo La Russa quello che tanti pensano, e che lui stesso ieri sera ha dimostrato d’essere ad “Annozero”, insultando gli studenti che esprimevano le loro opinioni:
«FASCISTA! FASCISTA! FASCISTA!»,
gli ha strillato in faccia il molisano dell’Italia dei presunti valori.
E noi da casa, basiti, a scrutare il volto, lo sguardo balilla dell’onorevole ministro,
che non pativa l’aggressione dipietrista, ma godeva di quella bordata anomala, con la parola tanto cara al suo cuore e animo:
«FASCISTA!”.
Ora, premesso che tutto questo è solo televisione, ovvero fiction applicata al reale, e che in un racconto virtuale c’è sempre spazio, e tempo, per i toni alti, esasperati e persino trucidi, c’è un punto vero che non va perso per strada:
noi, noi che viviamo in Italia nel 2010 quasi 11, noi che il fascismo lo detestiamo e deprechiamo, noi che abbiamo avuto i nonni tormentati dai fascisti, i padri con gli amici uccisi dai nazifascisti, noi che ancora guardando Fini ricordiamo benissimo la sua prima stagione nera, assieme ai missini amici suoi Bontempo, Alemanno, Gasparri e tutti gli altri,
noi ci vergogniamo di avere alla Difesa un politico come La Russa, che gode della pugna negli studi televisivi, e con la manina fa segno allo studente di scendere giù, da lui, perché chissà cosa vorrebbe fargli.
È finita l’epoca di quelli come lei, ministro La Russa.
O meglio: continua nei Palazzi, nel ciarpame berlusconiano.
Ma è finita storicamente, mentre su un palco degradato sfilano le nostre miserie.

http://bocca.blogautore.espresso.repubblica.it/ 

LA RUSSA SCLERA CON GLI STUDENTI - ANNOZERO 16/12/2010