di Emiliano Condò
Prima ha sparato contro la rock star Elton John dandogli del “mercante di bambini”, poi se l’è presa con l’Olanda accusata, per le sue regole in fatto di eutanasia, di ricorrere a metodi “nazisti”. Al sottosegretario per la Famiglia Carlo Giovanardi piace fare rumore. Il contenuto e l’accuratezza delle dichiarazioni vengono molto dopo, prima si parla poi si vede l’effetto che fa, sperando che qualcuno se ne accorga.
Non è la prima volta e non sarà l’ultima. La questione non è di ideologia, ma di metodo. Il sottosegretario ha in mente un modello preciso di famiglia: eterosessuale e rigorosamente cattolica. E anche un modello preciso di società “pulita”: senza droga, senza eutanasia e con gli omosessuali ben relegati nell’ombra. Su eutanasia e adozioni gay, sia chiaro, ognuno ha il sacrosanto diritto di pensarla come vuole. Il problema è un altro: stile e rigore se uno non li ha, non lo può comprare al mercato delle opinioni.
