- di Angelo D'Orsi (Liberazione del 16 dic 2010)
Certo, oggi la democrazia diretta, assembleare, è stata soppiantata da quella rappresentativa, parlamentare; ma nella stessa forma di governo democratica, come ricorda anche la nostra bella Costituzione, i cittadini concorrono a determinare la vita pubblica, attraverso i partiti, ma anche i sindacati, le associazioni e le libere unioni tra singoli in vista di determinati obiettivi, e manifestano liberamente le loro idee in tutti i luoghi idonei (nei limiti della legge): ed è difficile negare che una piazza sia inidonea.
Quale luogo migliore dello spazio pubblico per eccellenza, la piazza, appunto? Piazza, naturalmente, è parola che indica un luogo fisico, ma anche una metafora: piazza è via, strada, corso, giardino. Indica la città, che a sua volta è un luogo fisico ma è altresì un luogo politico: è la polis, appunto. Il luogo dove è nata la politica, circa 2.600 anni or sono. Dove si è cittadini in quanto si discute di come sia meglio convivere in una comunità, di quali siano le scelte più giuste per fare stare meglio le persone che vi vivono, di quali possano essere le soluzioni ai problemi che vengono via via ravvisati; si discute di pace e di guerra, di riposo e di lavoro, di costruzioni e distruzioni, di edifici e di alberi e quant’altro costituisce la fisionomia e la vita di una comunità.
