Riconosciuti diritti a condivisione beni, eredità e pensione
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| Michelle Bachelet |
Santiago, 28 gen. (askanews) - Il parlamento cileno ha approvato oggi una legge sulla famiglia che riconosce l'unione civile delle coppie omosessuali.
L'"Accordo sull'Unione civile", fortemente sostenuto dall'opinione pubblica e frutto di quattro anni di negoziati, riconosce a coppie eterosessuali od omosessuali che vivono sotto lo stesso tetto senza essere sposate il diritto alla condivisione dei beni, all'eredità e alla reversibilità della pensione, e la possibilità di essere prese in carico dal sistema sanitario. Inoltre la norma prevede che, in caso di incapacità di uno dei genitori biologici, la cura dei minori venga affidata tenendo conto dell'interesse superiore del bambino, dando priorità al partner o ai parenti. Infine, i matrimoni omosessuali celebrati nei Paesi dove sono autorizzati verranno riconosciuti in Cile sotto il regime di questo accordo.
"Siamo felici che lo Stato riconosca per la prima volta che tutte le coppie dello stesso sesso possono anche creare una famiglia e che meritano tutele", ha commentato Luis Larraín, presidente della Fondazione per l'uguaglianza, organizzazione per la difesa dei diritti dei gay.
Una volta ratificata dal presidente Michelle Bachelet, la legge passerà al vaglio della Corte costituzionale prima di entrare in vigore. Un processo che dovrebbe durare circa sei mesi.
Il matrimonio omossessuale è riconosciuto in Argentina, Uruguay e Brasile, mentre Colombia ed Ecuador hanno riconosciuto le unioni civili. Paese conservatore, il Cile ha abolito nel 1999 una legge che puniva con il carcere gli omosessuali per "sodomia", mentre nel 2004 ha approvato la legge sul divorzio; rimane vietato l'aborto, in qualsiasi circostanza. (fonte Afp)
fonte: http://www.askanews.it/
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