martedì 25 novembre 2014

#25NOVEMBRE #breakthechain


#25NOVEMBRE

Il  25 Novembre, serve a ricordarci che le cose come sono non sono le cose come dovrebbero essere.[1]
La violenza contro il genere femminile è una violazione pervasiva e diffusa di cui fanno esperienza le donne in tutto il mondo. Ha raggiunto proporzioni epidemiche in alcune zone e nessun paese sta avendo successo nell’eliminare questa violazione dei diritti umani. Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità indica la violenza contro le donne come la causa principale di morte e disabilità per le donne stesse.  Persiste una cultura dell’impunità che contribuisce all’impossibilità di raggiungere lo scopo di una vita priva di violenza per donne e bambine. Un cambiamento trasformativo richiede uno spostamento nel modo in cui si pensa alla “norma” e richiede impegno, coraggio ed un’etica della cura che superi gli interessi di parte e le posizioni trincerate, e richiede anche una sfida allo status quo, inclusa la sfida a quegli stessi argomenti che furono usati vent’anni fa per evitare di affrontare il divario normativo nel diritto internazionale sulla violenza contro le donne.

La violenza sulle donne non è mai stata –né è tuttora- solo  fisica. La violenza fisica, che spesso i media ergono ad exemplum di violenza di genere, è la punta dell’iceberg che è servita a creare i termini di una sensibilizzazione determinata dalla tragicità delle notizie, ma che non riflette il complesso sistema di molestie agite più o meno consapevolmente dalle masse. L’UDU Palermo, in collaborazione con Arci Articolotre Salvatore Rizzuto Adelfio, a seguito di numerose attività di formazione svolte nel corso degli ultimi anni, ha fortificato la propria idea riguardo la gravità di fenomeni apparentemente meno gravi (quali violenza economica, cat calling, mobbing, et cetera) che, non essendo messi costantemente fuori, conducono la collettività a sottovalutarne il peso. La precarietà della condizione femminile attuale, il livello di disinformazione riguardo queste forme di molestia, ha, oggi, la conseguenza di una deformazione della forma mentis collettiva che, con estrema urgenza e certezza, deve essere migliorata e cambiata.

Con questo intento e con l’obiettivo di creare una coscienza critica molto più sottile di quella attualmente esistente tra i cittadini, con la volontà di sradicare fino in fondo l’opinione comune, per portarla ad una soglia di contezza ben più alta, l’UDU Palermo e l’Associazione Omosessuale Arci Articolotre Salvatore Rizzuto Adelfio hanno proposto, oggi, iniziative all’interno ed all’esterno delle strade universitarie (da Viale delle Scienze all’Istituto Gramsci), con l’utilizzo di un canale comunicativo alternativo a quello tragico.


[1] Maria G. Di Rienzo


 
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