#25NOVEMBRE
Il 25 Novembre, serve
a ricordarci che le cose come sono non sono le cose come dovrebbero
essere.[1]
La violenza contro il genere femminile è una violazione
pervasiva e diffusa di cui fanno esperienza le donne in tutto il mondo. Ha
raggiunto proporzioni epidemiche in alcune zone e nessun paese sta avendo successo nell’eliminare questa violazione dei
diritti umani. Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale per la
Sanità indica la violenza contro le donne come la causa principale di morte e
disabilità per le donne stesse. Persiste
una cultura dell’impunità che contribuisce all’impossibilità di raggiungere
lo scopo di una vita priva di violenza per donne e bambine. Un cambiamento
trasformativo richiede uno spostamento nel modo in cui si pensa alla
“norma” e richiede impegno, coraggio ed un’etica della cura che superi
gli interessi di parte e le posizioni trincerate, e richiede anche una sfida
allo status quo, inclusa la sfida a quegli stessi argomenti che furono usati
vent’anni fa per evitare di affrontare il divario normativo nel diritto internazionale
sulla violenza contro le donne.
La violenza sulle donne non è mai stata –né è tuttora-
solo fisica. La violenza fisica, che
spesso i media ergono ad exemplum di violenza di genere, è la punta
dell’iceberg che è servita a creare i termini di una sensibilizzazione
determinata dalla tragicità delle notizie, ma che non riflette il complesso
sistema di molestie agite più o meno consapevolmente dalle masse. L’UDU
Palermo, in collaborazione con Arci Articolotre Salvatore Rizzuto Adelfio, a
seguito di numerose attività di formazione svolte nel corso degli ultimi anni,
ha fortificato la propria idea riguardo la gravità di fenomeni apparentemente
meno gravi (quali violenza economica, cat calling, mobbing, et cetera) che, non
essendo messi costantemente fuori, conducono la collettività a sottovalutarne
il peso. La precarietà della condizione femminile attuale, il livello di
disinformazione riguardo queste forme di molestia, ha, oggi, la conseguenza di
una deformazione della forma mentis collettiva che, con estrema urgenza e
certezza, deve essere migliorata e cambiata.
Con questo intento e con l’obiettivo di creare una coscienza
critica molto più sottile di quella attualmente esistente tra i cittadini, con
la volontà di sradicare fino in fondo l’opinione comune, per portarla ad una
soglia di contezza ben più alta, l’UDU Palermo e l’Associazione Omosessuale
Arci Articolotre Salvatore Rizzuto Adelfio hanno proposto, oggi, iniziative
all’interno ed all’esterno delle strade universitarie (da Viale delle Scienze
all’Istituto Gramsci), con l’utilizzo di un canale comunicativo alternativo a
quello tragico.
#breakthechain
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