domenica 25 agosto 2013

Registro delle unioni civili: 12 iscrizioni in un mese

di Carlo Verri

12 iscrizioni al registro delle unioni civili di Palermo, in un mese, non sono poche, se si vuole valutare il dato scendendo sul mero piano quantitativo-numerico come ha fatto Repubblica Palermo ieri (sabato 24 agosto), basterebbe confrontarlo con le cifre dei matrimoni civili per non essere dell'opinione del giornale in questione.
A prescindere, non mi sembra però che ciò sia giusto: il Comune non è un'impresa che può guardare ad un provvedimento come quello del registro delle unioni civili in termini produttivistici (quanti iscritti ieri, quanti oggi e quanti domani...). Anche se, ad un mese dall'attivazione del registro ci fosse stata una sola iscrizione, non sarebbe stato corretto considerarlo un fallimento. Stiamo parlando di vite, di esistenze di persone e di scelte, esigenze individuali e personali, tutte differenti l'una dall'altra e parimenti degne di considerazione a prescindere dalla loro rappresentatività numerica, e alle quali il Comune come istituzione pubblica ha quindi il compito di venire incontro con i mezzi a sua disposizione, garantendole tutte con la medesima attenzione. Il registro delle unioni civili assolve ad una tale funzione, dunque va valutato positivamente in quanto conquista di civiltà sul terreno locale, anche se si tratta di uno strumento dalla portata limitata in attesa di una legislazione nazionale.

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