giovedì 29 novembre 2012

1°DICEMBRE: UN INGANNO GLOBALE?

 
Tra il 1° dicembre "Giornata mondiale della lotta contro l'Aids" ed il 10 dicembre "Giornata internazionale per i diritti umani"
il Circolo Arci NZocché e l'Associazione Omosessuale ArticoloTre presentano un video documentario che racconta un'altra storia sull'AIDS
introduce : Vincenzo Rao
 
Giovedì 6 dicembre H. 17.30
NZocché Circolo Arci
Via Ettore Ximenes 95 - Palermo
 

 
 Il 23 aprile del 1984 il Governo Usa annunciava che il ricercatore federale Dr. Robert Gallo aveva scoperto la probabile causa dell’AIDS: un virus. Nonostante non fosse stata presentata una prova o dei dati scientifici a sostegno di quella affermazione, il giorno seguente i notiziari ed i media internazionali iniziarono a riferire del virus dell’AIDS come un dato di fatto: “la peste dei gay e dei drogati”. L’informazione sul tema fu così allarmante ed angosciante da terrorizzare la popolazione mondiale, cambiando radicalmente visioni, stili di vita, relazioni sociali e riscrivendo l’intera storia di milioni di persone. Quella data, il 23 aprile del 1984, segnò una cesura epocale: la fine di un mondo e l’inizio di un altro, quello prima dell’AIDS e quello dopo l’AIDS.Da anni, ormai da oltre un decennio, un movimento di medici, di ricercatori indipendenti, di scienziati, tra i quali alcuni premi Nobel, di emeriti professori universitari, di virologi e di infettivologi, di giornalisti investigativi e di diagnosticati sieropositivi, mette in dubbio il paradigma HIV=AIDS e sfida l’idea che un virus sia la causa di quella malattia. Test diagnostici inattendibili che non identificano un virus specifico ma la presenza generica di anticorpi, parametri di valutazione degli stessi che non hanno standard comuni ma variano a seconda delle case farmaceutiche che li producono e, cosa ancora più difficile da comprendere da un punto di vista scientifico, a seconda dei criteri di valutazione stabiliti nei singoli Paesi (paradossalmente, basta superare un confine di Stato per avere una sieroconversione), 12 differenti modi di interpretare l’AIDS la cui definizione è mutata nel corso degli anni, incidendo sulla crescita esponenziale del numero di casi. Valutazione della carica virale attraverso una tecnica che il suo stesso inventore e premio Nobel nel 1993 ha sempre sostenuto non servire per contare virus nel sangue. Cure che non curano ma che uccidono, meno, fortunatamente, e molto più lentamente di quanto ha fatto l’AZT sino alla prima metà degli anni 90, quando era usato in monoterapia ad alto dosaggio. Immunodeficienza come conseguenza degli effetti tossici dei farmaci retrovirali e non di un virus. Persone diagnosticate positive che hanno rifiutato le terapie, o che le hanno interrotte dopo anni di bombardamento chemioterapico, che vivono in perfetta salute. Numeri, statistiche e cifre sui casi di infezione nel mondo gonfiati a dismisura, manipolati dall’OMS e dall’UNAIDS. Intere aree del pianeta, quelle più povere e che rappresentano il 90% dei casi di AIDS nel mondo, in cui la malattia è diagnosticata senza alcun test HIV o, laddove è disponibile, attraverso test rapidi non utilizzati nei Paesi occidentali per la loro provata inattendibilità. Queste le tesi controverse di coloro che vengono definiti “negazionisti” e “complottisti”.
“1°DICEMBRE: UN INGANNO GLOBALE?” è una iniziativa che si propone di esplorare il possibile “altro lato dell’AIDS”, cioè di conoscere, attraverso un collage di tre diversi documenti video, tesi scientifiche e storie che difficilmente troveremo nelle prime pagine o nei titoli dell’informazione mainstream. Una iniziativa che non pretende di dare risposte o di fornire verità “alternative” ma che vuole sollecitare una analisi critica ed una riflessione collettiva su un tema, HIV/AIDS, che dopo quasi trent’anni continua ad avere molte zone opache, non solo di natura scientifica, e troppi interrogativi senza risposte.
Forse, ovunque sia la verità, l’AIDS può essere considerato il paradigma di cosa siano diventate oggi la salute e la malattia: un mercato in continua espansione in cui i consumatori sono i malati, i beni di consumo i farmaci, e la pubblicità l’informazione. Un complesso intreccio di interessi economici capace di manipolare la ricerca e la verità scientifica, i numeri e le statistiche, le scelte politiche in materia di salute pubblica di intere nazioni e, con esse, la vita ed il benessere di milioni di persone

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