Tra il 1° dicembre "Giornata mondiale della lotta contro l'Aids" ed il 10 dicembre "Giornata internazionale per i diritti umani"
il Circolo Arci NZocché e l'Associazione Omosessuale ArticoloTre presentano un video documentario che racconta un'altra storia sull'AIDS
introduce : Vincenzo Rao
il Circolo Arci NZocché e l'Associazione Omosessuale ArticoloTre presentano un video documentario che racconta un'altra storia sull'AIDS
introduce : Vincenzo Rao
Giovedì 6 dicembre H. 17.30
NZocché Circolo Arci
Via Ettore Ximenes 95 - Palermo
Il 23 aprile del 1984 il Governo Usa annunciava che il ricercatore
federale Dr. Robert Gallo aveva scoperto la probabile causa dell’AIDS:
un virus. Nonostante non fosse stata presentata una prova o dei dati
scientifici a sostegno di quella affermazione, il giorno seguente i
notiziari ed i media internazionali iniziarono a riferire del virus
dell’AIDS come un dato di fatto: “la peste dei gay e dei drogati”.
L’informazione sul tema fu così allarmante ed angosciante da
terrorizzare la popolazione mondiale, cambiando radicalmente visioni,
stili di vita, relazioni sociali e riscrivendo l’intera storia di
milioni di persone. Quella data, il 23 aprile del 1984, segnò una cesura
epocale: la fine di un mondo e l’inizio di un altro, quello prima
dell’AIDS e quello dopo l’AIDS.Da anni, ormai da oltre un decennio, un
movimento di medici, di ricercatori indipendenti, di scienziati, tra i
quali alcuni premi Nobel, di emeriti professori universitari, di
virologi e di infettivologi, di giornalisti investigativi e di
diagnosticati sieropositivi, mette in dubbio il paradigma HIV=AIDS e
sfida l’idea che un virus sia la causa di quella malattia. Test
diagnostici inattendibili che non identificano un virus specifico ma la
presenza generica di anticorpi, parametri di valutazione degli stessi
che non hanno standard comuni ma variano a seconda delle case
farmaceutiche che li producono e, cosa ancora più difficile da
comprendere da un punto di vista scientifico, a seconda dei criteri di
valutazione stabiliti nei singoli Paesi (paradossalmente, basta superare
un confine di Stato per avere una sieroconversione), 12 differenti modi
di interpretare l’AIDS la cui definizione è mutata nel corso degli
anni, incidendo sulla crescita esponenziale del numero di casi.
Valutazione della carica virale attraverso una tecnica che il suo stesso
inventore e premio Nobel nel 1993 ha sempre sostenuto non servire per
contare virus nel sangue. Cure che non curano ma che uccidono, meno,
fortunatamente, e molto più lentamente di quanto ha fatto l’AZT sino
alla prima metà degli anni 90, quando era usato in monoterapia ad alto
dosaggio. Immunodeficienza come conseguenza degli effetti tossici dei
farmaci retrovirali e non di un virus. Persone diagnosticate positive
che hanno rifiutato le terapie, o che le hanno interrotte dopo anni di
bombardamento chemioterapico, che vivono in perfetta salute. Numeri,
statistiche e cifre sui casi di infezione nel mondo gonfiati a
dismisura, manipolati dall’OMS e dall’UNAIDS. Intere aree del pianeta,
quelle più povere e che rappresentano il 90% dei casi di AIDS nel mondo,
in cui la malattia è diagnosticata senza alcun test HIV o, laddove è
disponibile, attraverso test rapidi non utilizzati nei Paesi occidentali
per la loro provata inattendibilità. Queste le tesi controverse di
coloro che vengono definiti “negazionisti” e “complottisti”.
“1°DICEMBRE: UN INGANNO GLOBALE?” è una iniziativa che si propone di
esplorare il possibile “altro lato dell’AIDS”, cioè di conoscere,
attraverso un collage di tre diversi documenti video, tesi scientifiche e
storie che difficilmente troveremo nelle prime pagine o nei titoli
dell’informazione mainstream. Una iniziativa che non pretende di dare
risposte o di fornire verità “alternative” ma che vuole sollecitare una
analisi critica ed una riflessione collettiva su un tema, HIV/AIDS, che
dopo quasi trent’anni continua ad avere molte zone opache, non solo di
natura scientifica, e troppi interrogativi senza risposte.
Forse, ovunque sia la verità, l’AIDS può essere considerato il paradigma di cosa siano diventate oggi la salute e la malattia: un mercato in continua espansione in cui i consumatori sono i malati, i beni di consumo i farmaci, e la pubblicità l’informazione. Un complesso intreccio di interessi economici capace di manipolare la ricerca e la verità scientifica, i numeri e le statistiche, le scelte politiche in materia di salute pubblica di intere nazioni e, con esse, la vita ed il benessere di milioni di persone
Forse, ovunque sia la verità, l’AIDS può essere considerato il paradigma di cosa siano diventate oggi la salute e la malattia: un mercato in continua espansione in cui i consumatori sono i malati, i beni di consumo i farmaci, e la pubblicità l’informazione. Un complesso intreccio di interessi economici capace di manipolare la ricerca e la verità scientifica, i numeri e le statistiche, le scelte politiche in materia di salute pubblica di intere nazioni e, con esse, la vita ed il benessere di milioni di persone

Nessun commento:
Posta un commento