sabato 12 marzo 2011

L'inferno infinito: «abusi su un trans» nel manicomio giudiziario di Aversa

di Dario Stefano Dell'Aquila
CARCERE E PSICHIATRIA Finiscono agli arresti due agenti di polizia penitenziaria accusati di aver abusato sessualmente di un internato


Due agenti di polizia penitenziaria dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa sono stati arrestati con l'accusa di avere costretto un giovane transessuale, internato nella struttura, ad avere rapporti sessuali. Secondo l'inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere, coordinata da Raffaella Capasso, gli agenti avrebbero approfittato della loro posizione di autorità e dell'evidente stato di soggezione della vittima per costringerla, separatamente e in più occasioni, a rapporti sessuali. Gli episodi, avvenuti nel 2008, sono emersi dopo che la vittima degli abusi ha raccontato i fatti ad una psichiatra e dopo lunghe verifiche sull'attendibilità delle dichiarazioni. La richiesta di arresti domiciliari è stata eseguita dagli stessi colleghi degli agenti indagati. Ma questo episodio va inquadrato in uno scenario più ampio di abusi, violenze e di condizioni detentive inumane e degradanti raccontate, per primo, proprio dal manifesto e denunciate dall'Osservatorio dell'associazione Antigone. Un vaso di Pandora finalmente scoperchiato dopo anni di denunce, inchieste, interrogazioni parlamentari, e dopo l'ultimo suicidio di un internato all' inizio dell'anno. Nella nota diffusa dalla procura si legge che «le condotte ipotizzate appaiono di particolare gravità in quanto commesse nell'ambito di una realtà detentiva - come accertato nel corso di altre indagini - assai più drammatica di quella carceraria». 
Sono state iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo 14 persone, tra cui parte del personale in servizio in reparto: medici, psichiatri e i dirigenti della struttura. Nemmeno un mese e gli stessi magistrati, assieme ai carabinieri dei Nas, hanno effettuato una lunga ispezione nella struttura sequestrando registri e cartelle cliniche. Hanno anche notificato avvisi di garanzia all'ex commissario straordinario dell'Asl Ce, alla direttrice del dipartimento di salute mentale ex Asl Ce2, per «omissione d'atti di ufficio», alla direttrice penitenziaria dell'Opg Carlotta Giaquinto e al direttore sanitario Adolfo Ferraro. Responsabilità penali tutte da accertare, naturalmente, ma fatti che appare difficile negare, specie se misurati in termini di vittime. Almeno 14 morti, tra suicidi e malattia, nel giro di 4 anni. Le indagini prendono slancio dal lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficienza del sistema sanitario, presieduta da Ignazio Marino, che la scorsa estate aveva, a seguito del rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura, ispezionato la struttura e ne aveva denunciato la degradante umanità. «Quanto si apprende oggi - ha detto Marino - mi lascia senza parole». Ma nulla sembra scuotere la quotidianità di una struttura dove sono internate 300 persone, su una capienza di 180 posti. Ancora nel novembre scorso, i Nas, accompagnando la Commissione parlamentare, avevano dovuto sequestrare la farmacia interna all'Opg, per «erogazione illegale di stupefacenti ed esercizio abusivo della professione medica». A febbraio, i Radicali, in un'interrogazione parlamentare hanno denunciato condizioni igieniche precarie, «con pazienti abbandonati e stanze che ospitano anche più di 6 persone». «Un inferno», così ha definito l'Opg la vittima delle violenza, dai muri ben spessi: qui, trent'anni fa, si è fermata la riforma Basaglia e qui, oggi, rischia di infrangersi la meno ambiziosa riforma della sanità penitenziaria che ha trasferito le competenze di assistenza dal Ministero della giustizia alle Asl. Nel 1975, a seguito delle denunce di un internato, si aprì un processo penale che si concluse con una condanna per l'allora direttore. Dalle denunce e dall'inchiesta che ne scaturì, emerse lo stato disastroso in cui versava la struttura, l'assenza di attività terapeutiche e di reinserimento, violenze fisiche e psichiche nei confronti degli internati, abuso dei letti di contenzione. C'è chi dice che il tempo scorre via molto velocemente; qui ad Aversa sembra essersi fermato.



http://www.ilmanifesto.it/

Il Giornale sconsiglia "I ragazzi stanno bene": 'Perché due lesbiche e non due donne etero sterili?'


Vi abbiamo già parlato in diverse occasioni del film ‘I ragazzi stanno bene‘. Candidato a 4 premi Oscar, amato dalla critica e anche dal pubblico, il film ha riscosso successo ovunque. E proprio in Italia uscirà questo weekend. Sarà tra i primi posti nel box office? Lo sapremo solo lunedì. Ma nel frattempo, è curioso vedere come sia addirittura stato scelto per essere “lo sconsiglio della settimana” da parte del quotidiano Il Giornale. Sorprendente? No, assolutamente. Ma il film è stato non solo definito banale e scontato:
“Tanto rumore, quattro esageratissime nomination agli Oscar comprese, per nulla. Che bisogno c’era di ingaggiare due lesbiche? La storiella sarebbe stata tranquillamente in piedi anche con una coppia etero, ma sterile. Bah. Buoni sbadigli a tutti”
Perché due lesbiche? Perché è la trama, perché non ci deve essere sempre una giustificazione assoluta per volere una coppia lesbo come protagoniste di un film. Per lo stesso motivo per cui Rossella O’Hara è eterosessuale e non lo sono i personaggi di Brokeback Mountain. Perché - cosa forse non così evidente per tutti - le lesbiche e i gay esistono. Ed esisteranno per sempre e da sempre.

venerdì 11 marzo 2011

Lettori del Giornale contro l’Ikea: “La campagna per i gay? Che schifo, sono malati”

Il quotidiano di Sallusti si indigna per la pubblicità dedicata agliomosessuali. E i lettori si arrabbiano ancora di più
Ikea ha fatto arrabbiare il Giornale. La pubblicità che vedete qui a fianco non è piaciuta al quotidiano di Alessandro Sallusti, che sul suo sito web ha criticatopesantemente l’iniziativa catanese della catena dinegozi di mobili svedese:
Cosa c’è dietro? Non certo la sensibilizzazione dei diritti per le coppie gay, ma una chiara strategia di marketing. L’importanza della terminologia Se l’Ikea approda a Catania pubblicizzando il proprio punto vendita con una coppia omosessuale, di certo non lo fa a casaccio. C’è dietro uno studio.
Insomma, il tutto farebbe parte di un’operazione commerciale:
Per lanciare il nuovo spazio l’Ikea ha deciso di lanciare una campagna sulle “nuove famiglie” che sarà sicuramente destinata a far discutere. “Noi di Ikea la pensiamo come – si legge nello spot – la famiglia è la cosa più importante”. Molto democratico, appunto. “Quello che cerchiamo di fare è rendere più comoda la vita di ogni persona, di ogni famiglia e di ogni coppia, qualunque essa sia”. Una provocazione. Viene infatti da chiedersi per quale ragione l’Ikea, un’azienda che punta tanto sulla comunicazione abbia optato per una campagna pubblicitaria del genera a Catania. Sicuramente perché, come già Oliviero Toscani, l’intento è quello di far parlare di sé, garantendosi in questo modo una visibilità assicurata.
E I LETTORI? - Ma se il Giornale l’ha presa male, i suoi lettori l’hanno presa malissimo. E nei commenti del quotidiano si sono scatenati:
Pensavo di fare un “salto” all’Ikea di Catania (da Messina,appena 90 chilometri).Adesso pero’ ci rinuncio : non mi fido dei prodotti di un’azineda che vuole fare passare per normale cio’che normale non e’. Nonostante la grande campagna di stampa (Cecchi Paone e’ uno dei campioni di questa ‘offensiva mediatica) tendente a “legittimarla”, l’omosessualita’,infatti,e’ un’anmalia del comportamento sessuale.E l’anomalia non puo’ essere normalita’. Pertanto non puo’ esserci famiglia composta da due persone dello stesso sesso.Altra cosa ,invece,e’ che ognuno nel suo letto possa comportarsi come crede.
Ci mancava l’Ikea per far felici gli “omo”. Dicono di non essere dei malati…. malati forse di una malattia inguaribile no…., ma di protagonismo tanto, se non si mettono in mostra “da dietro” come la pubblicità stanno male!
non poteva che succedere in sicilia , anche in svezia sanno che il 90% dei siciliani sono gay.
Io rispetto gli omosessuali, ma non per questo ritengo la loro inclinazione sessuale come normale: non lo e’. Una pubblicita’ di questo genere e’ creata dall’ ikea per vendere di piu’: il danaro, dio di tutti i misfatti. Ero a Londra domenica scorsa, nel bus i due figli chiedevano al loro papa’ che vuol dire “I love man” detto da un uomo di una pubblicita’ gay, il poveretto non sapeva che rispondere. Cosa devo dire ai miei di bambini? chgli omosessuali son normali? Io rispetto gli omosessuali, i mongoloidi, i malati di mente, ma non li ritengo normali, sono handicappati.
C’è da dire che molti sono inframmezzati da belle proteste e risposte ai commenti più acidi, però. Chissà se sono veri lettori del Giornale o gente che passava di lì per caso.

Il primo calciatore a fare outing è Anton Hysen in Svezia

Anton Hysen gioca nell’Utsiktens BK ed è figlio dell’ex giocatore del Liverpool e della Fiorentina Glenn. E’ passato involontariamente alla storia per essere stato il primo calciatore a dichiararsi gay. Nessuno prima di lui, fino ad oggi, aveva confessato apertamente i propri gusti sessuali per gli uomini. Ammette che potrebbe danneggiare la sua carriera o essere vittima di battute e discriminazione ma non gliene importa… niente!
“Sono un calciatore. E sono gay. Quando faccio il calciatore, non penso che importi qualcosa se mi piacciono le ragazze o i ragazzi. Non ho paura delle discriminazioni, è un problema loro e non mio. La gente può chiamarmi come vuole, non farà altro che rafforzarmi”
Un ottimo esempio di coraggio e, allo stesso tempo, assoluta normalità. Le sue parole non fanno che ribadire come l’omosessualità non debba più essere un tabù. In Italia ci vorrà molto più tempo prima che qualcuno abbia il coraggio di dichiararsi anche semplicemente bisessuale. Anton Hynsen è un esempio da seguire e da ripetere al più presto, ovunque.

mercoledì 9 marzo 2011

26° Torino GLBT Film Festival

28 aprile - 4 maggio 2011

Il 26° Torino GLBT Film Festival si svolge nell’ambito di Esperienza Italia 150 dal 28 aprile al 4 maggio 2011 nella Multisala Cinema Massimo, nel cuore della cittadella torinese del Cinema, ai piedi della Mole Antonelliana e del Museo Nazionale del Cinema: dunque, un ritorno al passato, negli spazi e nelle sale dove è cresciuto, si è affermato affacciandosi alla ribalta internazionale. L'evento speciale di inaugurazione del Festival si svolgerà presso l'UCI Cinemas Lingotto la sera di venerdì 28 aprile. 
Nella scorsa edizione il Festival ha raggiunto il traguardo dei venticinque anni e ha festeggiato lo storico anniversario assieme a ospiti quali Claudia Cardinale, James Ivory, Liliana Cavani, Eytan Fox, Peter Cameron, Ivan Cotroneo, Massimo Fenati, Patty Pravo, Holly Woodlawn, Patricia Rozema. 
L’immagine guida e il video-trailer della 26esima edizione sono opera di Massimo Fenati, autore della celebre coppia di pinguini gay “ Gus&Waldo”, le cui avventure sono state pubblicate in tutto il mondo. Il progetto è una rappresentazione originale e anticonformista dell’arcobaleno gay, delle sue sfaccettature e delle sue diversità, ma anche di una grande festa del cinema, di un evento popolare che coinvolge l’intera città. 
In programma oltre 120 film, tra lungometraggi, documentari e cortometraggi, tra sezioni competitive e non, omaggi, retrospettive, anteprime internazionali provenienti dai cinque continenti e da Festival quali il Sundance e Berlino. 
Il Premio Dorian Gray, istituito per la prima volta in occasione del venticinquennale (una statuetta raffigurante la silhouette di Oscar Wilde ideata e realizzata da Ugo Nespolo) fu consegnato nelle mani di James Ivory.
Anche quest’anno sarà attribuito a una personalità del cinema che, nella sua vita e nella sua carriera, ha contribuito in maniera rilevante allo sviluppo del cinema GLBT. 

lunedì 7 marzo 2011

Niente diritti ai gay


Non solo no al matrimonio fra persone dello stesso sesso ma no anche a garantire ai gay gli stessi diritti civili degli etero, ad esempio il diritto a trasferire i benefici pensionistici al proprio partner o il diritto agli sgravi fiscali di coppia.
E’ stato il palazzinaro newyorkese Donald Trump a fare queste dichiarazioni nel corso di un’intervista rilasciata qualche giorno fa al quotidiano De Moines Register.
gay-marriage-7Dietro a queste dichiarazioni opportuniste c’è un calcolo politico perchè il Register è il più importante quotidiano dell’Iowa, cioè uno dei due stati chiave (l’altro è il New Hampshire) per chiunque intenda candidarsi alla Casa Bianca.
Sì, perchè Donald nella sua megalomania pensa di avere i requisiti per diventare presidente Usa quando nel 2012 l’America deciderà se riconfermare Obama per altri quattro anni oppure scegliere un nuovo leader.
Il miliardario newyorkese, ritenendo di essere la persona adatta per sfidare Obama,  incomincia dunque a seminare e come prima cosa ha parlato a un giornalista del Register lanciando un messaggio che possa essere gradito ai conservatori dell’Iowa.
.
apprentice1Alla domanda se fosse a favore del matrimonio fra gay Trump aveva risposto inizialmente di non avere ancora preso una posizione definitiva. Avrebbe potuto abbandonare lì la questione e ritornarci su in interviste successive. Invece il palazzinaro diventato star televisivo con The Apprentice ha voluto subito aggiungere. “No ai matrimoni fra gay e no anche alle unioni civili fra gay”.
Che Trump prenda posizione contro i matrimoni gay non sorprende. Tutto sommato anche  fra i liberal ci sono persone che non si trovano a loro agio con l’idea di un vero e proprio sposalizio fra due persone dello stesso sesso. Ma che Donald si dica opposto perfino alle unioni civili questa è grossa. Si tratta infatti di una posizione che negli Stati Uniti ormai ha già fatto molta strada.
.
Perfino le fasce moderate dei conservatori si pronunciano a favore di sostenere le unioni civili per garantire alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti delle coppie maschio-femmina.
trump-building.
Pensiamo per esempio al diritto alla pensione: una moglie ha diritto a govdere della pensione del marito al suo decesso ma, allo stato attuale delle cose, un gay non può trasferire lo stesso diritto al suo partner. Oppure il diritto a prendere decisioni mediche: un coniuge sano più prendere decisioni di natura ospedaliera per conto del coniuge malato e incapacitato ma nel caso di gay questo diritto viene negato.

Roskoff
Trump invece dice no sia al matromonio che alle unioni gay, sia al diritto di essere consirati come una coppia sposata che ai diritti civili che ne coseguono. E adesso uno dei più potenti politici gay a New York, Allen Roskoff (foto) invita la comunità omosessuale a boicottare Trump non già nella scalata alla Casa Bianca ma in qualcosa che sta molto a cuore al miliardario: il suo business.
Boicottaggio di tutti gli edifici residenziali di New York che portano il nome di Trump, boicottaggio dei suoi casinò ad Atlantic City e boicottaggio di The Apprentice e di tutti i prodotti che vengono pubblicizzati nel corso di questo show televisivo.
Fra quanti giorni Donald Trump dichiarerà – come si fa sempre in questi casi – che “la mia frase è stata presa fuori contesto, non intendevo affatto dire questo”?

sabato 5 marzo 2011

Cagliari, dare del "frocio" è reato: confermata la condanna a un operaio


Dare del “frocio” a qualcuno è reato. Lo ha confermato al Corte di Cassazione occupandosi del caso di un operaio cagliaritano che tre anni fa, durante un litigio in famiglia, aveva insultato il cognato dicendogli, appunto, “brutto frocio”.
La Corte ha affermato il principio che l'espressione "frocio", a chiunque indirizzata, fa scattare immediatamente il reato di ingiuria. La vicenda risale al 2008, quando un quarantenne cagliaritano inveì contro il cognato dandogli, appunto, del "brutto frocio" e sfruttando una diceria, che pare girasse in famiglia, secondo la quale l'uomo, pur sposato e con figli, fosse di fatto omosessuale. Da qui è scaturita la causa davanti al Giudice di pace che, l'anno dopo, ha riconosciuto l'imputato colpevole del reato di ingiuria e lo ha condannato a una multa di 350 euro. Ora sulla vicenda è arrivato anche il pronunciamento definitivo della Cassazione, a cui l'imputato si era rivolto con un ricorso. Gli avvocati della parte offesa hanno sostenuto, davanti ai supremi giudici, che l'epiteto "frocio", pronunciato in presenza della moglie, fosse gravemente lesivo dell'immagine dell'uomo ed altresì ingiurioso nei confronti della famiglia. I giudici della Quinta sezione penale della Cassazione, presieduta da Giangiulio Ambrosini, hanno definitivamente dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando così la sentenza di primo grado.

Arcigay Agrigento. Approvata mozione contro l'omofobia a Porto Empedocle

Arcigay Agrigento esprime soddisfazione per l'approvazione di una mozione contro l'omofobia, sottoposta dall'associazione al sindaco Calogero Firetto.
La mozione presentata in consiglio comunale è stata approvata all’unanimità.
La mozione dispone "alle Istituzioni ad aderire ad ogni iniziativa che venga proposta
contro la discriminazione degli omosessuali, predisponendo una vasta campagna di sensibilizzazione del cittadino al problema al fine di prevenire eventuali aggressioni alle persone LGBT, contrastando così ogni forma di violenza e/o di discriminazione basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere."
L'approvazione è un passo avanti concreto e rappresenta per la comunità omosessuale locale una tangibile espressione della vicinanza delle Istituzioni.
Arcigay ha già presentato la mozione a Licata, ad Agrigento e alla Provincia Regionale e intende presentare la mozione anche ad altri comuni sperando che questi seguano l’esempio del comune di Porto Empedocle.
Il comitato provinciale esprime inoltre gratitudine a tutta la giunta comunale nella persona del sindaco Calogero Firetto.
Agostino De Caro
presidente Arcigay Agrigento
In allegato il testo della mozione

venerdì 4 marzo 2011

PRC Sicilia: Gravi i limiti del progetto sulle unioni civili


Comunicato stampa

Il PRC Sicilia esprime forti perplessità sul progetto relativo alle unioni civili depositato all'ARS. Esso prevede l'istituzione di un registro delle coppie di fatto, senza far alcun riferimento alle sue finalità e ai campi di applicazione nei quali dovrebbe produrre effetti (per esempio nei servizi sociali, assistenziali e sanitari). Inoltre manca la previsione di una cornice legislativa più ampia, che impegni la Regione nella lotta alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale, non solo con una generica affermazione di principio, ma attraverso la definizione di precisi mezzi d’intervento nei vari ambiti di sua competenza (istruzione, formazione professionale, mondo produttivo, comunicazioni, sanità...).
Questi limiti derivano anche dalle modalità con cui è stato formulato questo DDL: nella fase preparatoria non sono state in alcun modo interessate le associazioni LGBT che operano sul territorio e che avrebbero sicuramente portato un contributo prezioso al testo, in termini di contenuti di cui è palesemente assai povero. Sarebbe stato necessario, anche in sede parlamentare, sintonizzarsi sul clima creato l'anno scorso dal lungo percorso che ha portato il 19 giugno alla manifestazione conclusiva del primo Gay Pride tenutosi a Palermo: un successo dovuto proprio al buon lavoro svolto dalle stesse associazioni LGBT, che hanno saputo coinvolgere varie associazioni, sindacati, partiti e istituzioni.

Luca Cangemi, segretario regionale PRC-Sicilia

giovedì 3 marzo 2011

Cosa la Regione Marche ha fatto contro le discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale

Regione Marche
Legge regionale 11 febbraio 2010 n. 8.
"Disposizioni contro le discriminazioni determinate 
dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere".




Art. 1
(Finalità)


1. La Regione promuove, nell'ambito delle sue competenze, in attuazione dell'articolo 3 dello Statuto regionale, il superamento delle condizioni di discriminazione fondate sull'orientamento sessuale e sulla identità di genere, al fine di consentire il pieno sviluppo della persona umana e l'uguaglianza dei cittadini.
2. La Regione garantisce l'accesso a parità di condizioni agli interventi ricompresi nelle materie di competenza legislativa regionale, senza alcuna discriminazione determinata dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.
3. La Regione dà concreta attuazione ai principi e alle finalità della presente legge, in raccordo con le istituzioni di parità regionali, promuovendo la collaborazione con gli enti locali e il dialogo con le parti sociali e con l'associazionismo.



Cosa la Regione Puglia ha fatto contro le discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale


LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006, n. 19 

"Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia" 


Art. 1 (Finalità) 

1. La Regione Puglia programma, coordina e assicura sul territorio un sistema integrato d'interventi e servizi sociali per le persone, le famiglie e i nuclei di persone, al fine di garantire la qualità della vita, le pari opportunità, la non discriminazione e i diritti di cittadinanza, operando per prevenire, eliminare o ridurre gli ostacoli alla piena inclusione sociale derivante da condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociale e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione. 

2. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, la Regione Puglia ispira il sistema integrato dei servizi sociali prioritariamente al principio di domiciliarità, in modo da favorire l'integrazione e l'inclusione sociale per costruire comunità solidali. 

(...)

Art. 27 (Carattere universalistico dei servizi)

1. In ottemperanza a quanto previsto dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, il sistema integrato dei servizi sociali ha un carattere universalistico ed è teso a promuovere la dignità e il benessere di ogni uomo e di ogni donna in Puglia.

2. Il sistema integrato dei servizi destinati alla famiglia, diversi da quelli individuati al comma 2 dell'articolo 22, sono estesi ai nuclei di persone legate, così come previsto all'articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 (Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente), da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela e da altri vincoli solidaristici, purchè aventi una coabitazione abituale e continuativa e dimora nello stesso Comune. Salvo che per le persone legate da parentela o affinità, per coabitazione abituale e continuativa s'intende quella tra due o più persone che perduri da almeno due anni. 

di seguito il testo completo

Cosa la Regione Toscana ha fatto contro le discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale

LEGGE REGIONALE 15 novembre 2004, n. 63
Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento
sessuale o dall’identità di genere.

SOMMARIO
Capo I -Principi generali
  • Art. 1 - Finalità
Capo II - Disposizioni in materia di formazione
Sezione I - Disposizioni in materia di formazione professionale e politiche del lavoro
  • Art. 2 - Interventi in materia di politiche del lavoro e integrazione sociale
  • Art. 3 - Uguaglianza di opportunità nell’accesso ai percorsi formativi
  • Art. 4 - Promozione della cultura professionale e dell’imprenditorialità
  • Art. 5 - Responsabilità sociale delle imprese
Sezione II - Disposizioni in materia di formazione del personale regionale
  • Art. 6 - Formazione del personale
Capo III - Disposizioni in materia di sanità e assistenza
  • Art. 7 - Consenso informato ai trattamenti terapeutici
  • Art. 8 - Modalità attuative
  • Art. 9 - Patologie invalidanti
  • Art. 10 - Compiti delle aziende unità sanitarie locali in materia di scelta dell’orientamento sessuale o della identità di genere
  • Art. 11 - Finanziamento degli interventi e convenzionamento con associazioni private
Capo IV - Disposizione in materia di comitato regionale per le comunicazioni
  • Art. 12 - Funzioni del Comitato regionale per le comunicazioni
  • Art. 13 - Monitoraggio
  • Art. 14 - Accesso
Capo V -Disposizioni in materia di attività culturali, turistiche e commerciali
  • Art. 15 - Promozione di eventi culturali
  • Art. 16 - Divieto di discriminazione nei pubblici esercizi e nei servizi turistici e commerciali

Sul Comitato "Esistono i Diritti" e sul DDL sulle coppie di fatto in Sicilia

Con rammarico facciamo notare come le associazioni LGBT siciliane (Articolo Tre Palermo, Arcigay....), nonostante abbiano più volte dimostrato la loro disponibilità a collaborare con gli onorevoli promotori del DDL, da questi ultimi non sono state per l'ennesima volta coinvolte. Non stona forse la mancanza di qualsiasi aderente alle associazioni LGBT nel cosiddetto comitato "esistono i diritti" nato in sostegno del DDL? La mancanza è grave, poiché da più di un anno a questa parte le associazioni hanno lavorato e molto discusso - anche con l'ausilio di esperti a livello nazionale - sugli elementi che dovrebbe contenere una legge sulle coppie di fatto e che il DDL sul registro, depositato qualche settimana fa, a tutt'oggi non presenta al suo interno in alcun modo. Si riconosce al DDL il merito di avere aperto la discussione in Sicilia su queste tematiche e il riferimento alla non discriminazione basata sull'orientamento sessuale, ma per il resto il testo risulta assai deficiente, perché prescrive solamente l'istituzione di un mero registro senza fare alcuna menzione a diritti e doveri che dall'iscrizione a questo albo dovrebbero discendere; ai nostri occhi è quindi uno strumento incapace di apportare qualsiasi effetto concreto sulla realtà e sulla vita delle persone.

Claudio Lo Bosco
Presidente Associazione Omosessuale
"Articolo Tre" Palermo


--------------------------------------------

RIPORTIAMO DI SEGUITO IL DDL



DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
 
Art. 1.

  1. La Regione riconosce le formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si promuovono la personalità umana e il libero svolgimento delle sue funzioni ed attività e riconosce altresì ogni fora di convivenza, rifiutando qualsiasi discriminazione legata alle etnie, alla religione e all’orientamento sessuale.
  1. E’ istituito l’elenco regionale delle unioni civili presso l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.
  1. Con regolamento approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per la famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, sono disciplinate l’iscrizione e la cancellazione dall’elenco di cui al comma 2.
Art. 2
Disposizioni finali

  1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
  1. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
--------------------------------------------------------------------------------------------

Coppie di fatto, appello di 300 intellettuali per un ddl in Sicilia

coppie di fatto
26 febbraio 2011 - Un appello sottoscritto da oltre 300 esponenti del mondo della cultura e della politica siciliana, e rivolto al deputati regionali, al presidente dell’Ars, Francesco Cascio e della Regione Raffaele Lombardo, affinchè sostengano la battaglia in favore delle coppie di fatto.
L’invito è ad approvare il ddl regionale per la creazione di un unico registro per le unioni civili, anche tra persone dello stesso sesso, in tutti i comuni dell’Isola, presentato trasversalmente da deputati di più forze politiche, Pd, Udc, Mpa e Fli, e promosso dal comitato “Esistono i diritti” che stamattina, al teatro Nuovo Montevergini, ha illustrato i contenuti del ddl regionale e le iniziative in suo favore.
Nell’appello l’invito al parlamento siciliano affinchè deliberi al più presto, anche in virtù dell’autonomia statuaria che, secondo i promotori, “garantirebbe un futuro diverso a magliaia di cittadini, rispondendo allo stesso tempo ai pressanti inviti del Parlamento Europeo in materie di diritti civili”.
Nel frattempo i promotori si attiveranno per creare un movimento di opinione in grado di superare gli ostacoli di natura politica, ideologica, religiosa e culturale che pesantemente incidono nell’affermazione di elementari diritti civili.
Tra i firmatari Franco Battiato, Andrea Camilleri, Pino Caruso, Leo Gulotta, Ficarra e Picone, Franco Scaldati, il parroco Cosimo Scordato, Rita Borsellino, Pina Maisano Grassi, Beatrice Monroy, Felice Cavallaro, Mimmo Cuticchio, Leoluca Orlando.
“Dopo l’approvazione del bilancio e della finanziaria – ha detto il deputato regionale del Pd, Pino Apprendi – è nostra intenzione portare in commissione Affari istituzionali la discussione del ddl anche se il presidente, Riccardo Minardo, ha negato la sua disponibilità”.

“Anche i gay possono adottare i bambini”, Berlino sfida il governo

Il Senato della capitale tedesca vuole riaprire la discussione sull’uguaglianza per le coppie omosessuali
Il Senato di Berlino, la camera legislativa della capitale tedesca, vuole riproporre al Bundesrat la discussione sulla parificazione delle coppie omosessuali unite in una partnership civile, così che anche queste famiglie possano avere il diritto ad adottare i bambini. Un cambiamento al quale il governo liberalconservatore si oppone, e sul quale potrebbe presto arrivare una pronuncia della Corte Costituzionale tedesca, dopo che già un tribunale d’appello aveva dichiarato nelle settimane scorse incostituzionale il divieto di adozione.
NUOVA CHANCE DA BERLINO - La coalizione formata da Spd e Linke che governa Berlino dal 2001 vuole riportare al Bundesrat, la Camera delle Regioni tedesca, la discussione sull’apertura delle adozioni alle coppie omosessuali registrate civilmente. Inoltre, i rosso-rossi hanno proposto che una compagna di una donna, che è diventata madre dopo l’inseminazione artificiale, vengano riconosciuta come “co-madre”. L’uguaglianza verrebbe assicurata anche per le coppie registrate civilmente nel caso in cui ricorrano alla fecondazione eterologa. Secondo il Senato di Berlino il trattamento differente riservato agli eterosessuali rispetto agli omosessuali porta “a ingiustificate discriminazioni delle coppie formate da persone gay che hanno bambini”.
CATTOLICI CONTRO – La proposta ha poche chance di successo, dato che il governo di Angela Merkel formato da Cdu e Fdp rifiuta l’uguaglianza delle coppie gay in materia di adozione. A gennaio 2011 una proposta di Spd e Verdi sul tema era stata respinta dalla maggioranza giallo-nera, con l’astensione della Linke. I cattolici conservatori avevano affermato che l’omogenitorialità non è positiva per i bambini, accusando di egoismo le coppie gay che vogliono crescere dei figli. Il Senato di Berlino ha comunque affermato nella sua risoluzione che la sua iniziativa al Bundesrat si giustifica anche per la recente sentenza del Tribunale d’appello di Amburgo.
DECIDE LA CORTE COSTITUZIONALE – I magistrati anseatici hanno dichiarato a fine gennaio del 2010 incostituzionale il divieto di adozione per le coppie registrate, una sentenza accolta con favore dalla forze progressiste ma contrastata dai conservatori. La Corte d’Appello di Amburgo avevano sancito l’incostituzionalità della normativa delle unioni registrate che vieta le adozioni gay richiamandosi direttamente al terzo articolo della Grundgesetz, che in sette parole dice “Tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge”. Senza una motivazione, ha stabilito il tribunale anseatico, il legislatore non ha alcun diritto a discriminare una parte della popolazione, negandogli diritti riconosciuti agli altri Se il giudizio del tribunale di secondo grado sarà confermato dalla Corte Costituzionale, allora il governo federale sarà costrette a rivedere la sua posizione, come già successo in materia di diritto ereditario.